Sarto per Signora al Teatro Belli di Roma COMMENTA  

Sarto per Signora al Teatro Belli di Roma COMMENTA  

Il Teatro Belli annuncia lo spettacolo “Sarto per Signora” di Georges Feydeau in occasione delle feste natalizie, con la traduzione e l’adattamento di Roberto Lerici, per la regia di Nucci Ladogana.

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Serata speciale 31 dicembre! Doppio spettacolo:

ore 19,30  e al termine dello spettacolo aperitivo/brindisi con la compagnia

ore 22,00 e al termine dello spettacolo brindisi di mezzanotte, cotechino e lenticchie

Il teatro di Feydeau è caratterizzato da un meccanismo composto di equivoci perfettamente plausibili, di entrate ed uscite, di incontri impossibili e false scoperte, di rimandi e coincidenze, in un gioco maniacale ed aggrovigliato, in cui sembra impossibile trovare il bandolo della matassa. Matassa in cui i personaggi cadono e più fanno per uscirvi, più ne restano imbrigliati.

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È il canovaccio che si ripete in Sarto per Signora dove Molineaux, dottore in medicina e fresco sposo con la giovane Yvonne, perde il pelo ma non il vizio di intrattenersi in fuggiasche relazioni con donne vistose ed indipendenti. Per nascondere il proprio vizio alla giovane moglie, coinvolgerà in un vorticoso gioco degli equivoci la suocera, il cameriere, l’affittuario invadente, la moglie dell’amico invadente, nonché l’amante, il marito dell’amante, l’amante del marito dell’amante.


A rimettere in scena lo spettacolo sarà Carlo Emilio Lerici, già aiuto di Nucci Ladogana nella prima edizione.

Un’occasione per apprezzare di nuovo non solo uno degli spettacoli di maggior successo di Nucci Ladogana, indimenticato regista scomparso due anni fa, ma anche per rivedere in scena un copione il cui adattamento è stato firmato da Roberto Lerici, di cui nel 2012 ricorrono i 20 anni dalla scomparsa.

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SCHEDA DI PRESENTAZIONE

Il 17 Dicembre 1886 “Sarto per signora” ottiene un grandissimo successo. Prima commedia in tre atti di Feydau, venne scritta in realtà tra il 1882 e il 1883. Opera d’esordio di un autore ancora giovane, contiene personaggi che diverranno poi tipici nell’opera del commediografo francese.

Qui si narra di Molineaux, medico della Parigi di fine ’800, che viene scoperto dalla moglie Yvonne in abito da sera , con la faccia stravolta, di prima mattina. In realtà Moulineaux ha passato la notte sul terrazzo di casa, dietro le finestre chiuse dal cameriere Stefano. Era giunto fin lì, perché si era accorto di aver dimenticato le chiavi di casa, mentre aspettava la sua bella cliente Susanne. Alla moglie Yvonne inventa di aver vegliato tutta la notte un amico di famiglia, Bassinet, che era in gravissime condizioni di salute. Ma dopo poco Bassinet suona alla porta…

Questo è solo lo spunto che porterà tutta una lunga catena di equivoci di irresistibile comicità nel quale saranno coinvolti tutti i personaggi: la suocera, il cameriere, l’affittuario invadente, la moglie dell’amico invadente, nonché l’amante, il marito dell’amante, l’amante del marito dell’amante.

Il teatro di Feydeau è caratterizzato da un meccanismo composto di equivoci perfettamente plausibili, di entrate ed uscite, di incontri impossibili e false scoperte, di rimandi e coincidenze, in un gioco maniacale ed aggrovigliato, in cui sembra impossibile trovare il bandolo della matassa. Matassa in cui i personaggi cadono e più fanno per uscirvi, più ne restano imbrigliati.

Un costrutto teatrale costruito su personaggi stereotipati combinati e messi in gioco con grande maestria ed un ritmo che si fa sempre più vorticoso, sincopato, condito di continue sorprese e ribaltamenti di fronte. Sarto per Signora è un vorticoso giro sulle montagne russe, che dietro alla forma del teatro meccanico, nasconde una feroce critica alla società borghese, illustrando con cinico sorriso l’essere dietro l’apparire, i vizi privati dietro le pubbliche virtù, il principio di piacere che si cela dietro il principio di ragione che dominava la società di fine ottocento in cui Feydeau visse, e che si perpetua ancora oggi. La brillante messa in scena di Nucci Ladogana esalta tutti questi elementi, che rendono la commedia estremamente godibile e divertente.

 

NOTE DI REGIA:

Feydau per questa opera ha utilizzato un particolare meccanismo: una successione quasi geometrica di equivoci, in cui le uscite e le entrate, gli incontri impossibili, le false scoperte, i rimandi e le coincidenze, disegnano figure impeccabili. Tutto ciò porta a un crollo totale dei valori di un’ epoca sostituiti da congegni, ovvero strutture senza valori, vuoto riempito di convenzionali linee d’incontro e di scontro, per una follia catastrofica senza senso, un giudizio impietoso su una realtà ormai ridicola. Messaggio raccolto a pieno nel novecento dal “teatro dell’assurdo”. Il pubblico potrà paradossalmente trovare, in queste vaudevilles, continui richiami ad autori fra i più disparati come Cechov, Beckett, oltre a Brecht. E’ anche per questa ragione che il lavoro su questo teatro vuole essere una verifica di questi assunti, un divertirsi a dilatare i suoi momenti, forzando consapevolmente le follie verbali.

 

Prezzi: interi € 18,00 – Ridotti € 13,00

 

per informazioni e prenotazioni

06 5894875 – info@teatrobelli.it – www.teatrobelli.it

31 dicembre doppio spettacolo

ore 19,45 – (per chi va a cena dopo lo spettacolo) € 30,00

al termine dello spettacolo aperitivo/brindisi con la compagnia

 

ore 22,00 – (per chi ha già cenato) € 50,00

al termine dello spettacolo brindisi di mezzanotte, cotechino e lenticchie

al Teatro Belli

dal 29 dicembre all’8 gennaio

dal martedì al sabato alle ore 21,00 – domenica alle ore 17,30

di Georges Feydeau

traduzione e adattamento di Roberto Lerici

con Luciano Roman e Diana Detoni

e con

Antonio Palumbo,  Anna Cianca, Gino Nardella, Anna Casalino,

Giorgio Carminati, Monica Belardinelli

regia di Nucci Ladogana

 riallestimento a cura di Carlo Emilio Lerici

Durante le feste uno spettacolo all’insegna del divertimento puro. Protagonista la comicità del Maestro della risata Feydeau!

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