Saviano choc: prendo psicofarmaci per tirare avanti COMMENTA  

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savia

Lo scrittore casertano Roberto Saviano, che ha esordito con il libro “Gomorra” dove racconta la camorra dell’entroterra napoletano in cui ha vissuto, si racconta al quotidiano spagnolo “El Pais” in una lunga e toccante intervista. Lo scrittore, che ha da poco pubblicato un altro libro interessante e “scomodo” sul business della cocaina nel mondo, rivela al giornalista del noto giornale spagnolo di essere costretto ad assumere psicofarmaci per andare avanti.


Saviano appare molto provato perché da anni vive sotto scorta e dichiara: “Non posso fare niente nella mia vita senza chiedere il permesso. Non posso partire quando voglio, non posso uscire con le persone che amo senza che queste debbano nascondersi per il timore di subire ritorsioni. A volte mi chiedo se finirò in un ospedale psichiatrico. Io ora ho bisogno di psicofarmaci per andare avanti e non ne avevo mai avuto bisogno prima.  Non ne abuso ma di tanto in tanto ne ho bisogno. E questa cosa non mi piace. Quindi speriamo che finirà un giorno”.


Nell’intervista il giovane scrittore esprime con dolore la sua impossibilità di tornare indietro: “il vero problema è che quando hai raggiunto questo punto di notorietà  tornare indietro vuol dire buttare via tutto quello che hai fatto.

E qui la voce di ambizione sale spontanea: come gettare a mare tutto questo lavoro, tutto quello che hai”. Insomma, Roberto Saviano ammette a se stesso senza remore che l’ambizione e il successo gli stanno rovinando la vita.

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Poi conclude l’intervista con un pensiero a Napoli: “Napoli è peggiorata. La crisi l’ha peggiorata. Il sogno del napoletano è quello di sopravvivere ed emigrare”.

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