SBK round di Misano gara 2: l’allungo

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SBK round di Misano gara 2: l’allungo

Spesso, guardando cosa succede in un week end di gara “dell’altro campionato” i risultati delle gare appaiono scontati e chiari sin dal via. Altrettanto spesso, guarando il tipico week end di gara del mondiale SBK, verrebbe da chiedersi a cosa servono i turni di prova visto che poi in gara succede tutto, e il contrario di tutto!

In gara 1 Biaggi sembrava aver acciuffato una vittoria che per il 90% era da attribuire alla voglia di vincere del pilota romano, capace di sfruttare ogni occasione, dai problemi di gomme di Melandri prima, all’attardarsi di un Checa costretto ad un recupero extra dalla 15° posizione in griglia. Ma dopo un arrivo in volata era lecito aspettarsi una seconda gara nel segno di Ducati, capace di una doppietta perentoria nel 2011, e forte di un passo gara invidiabile in prova, appunto.


Ecco appunto, perchè nella seconda manche ecco il Biaggi dei tempi migliori, quello che nel giro di pochi passaggi da 10° passa in testa a disegnare le sue linee pulite e…..ciao, arivederci sul podio.

Non solo quindi gara 2 ha visto una manifesta superiorità del binomio Biaggi – Aprilia, ma il colpo di scena è accaduto quando Melandri è entrato in contatto con Checa, nel tentativo di passarlo, e lo spagnolo è caduto. La seconda frazione ha visto quindi un parziale di +25 di Max su Carlos, che passa un altro week end nero su uno dei tracciati che lo davano per favorito.

A fine gara Melandri e Checa si sono chiariti senza lasciare strascichi, ma entrambi, chi per un motivo chi per un altro lasciano Misano con l’amaro in bocca.

Chi invece lascia il regno del Titano con un sorriso è Johnny Rea che si trova secondo in campionato e Tom Sykes, vera rivelazione con la sua verdona.

In questa fase sia Honda che Kawasaki denunciano problemi di messa a punto che causa una prematura usura dei pneumatici, o una scarsa capacità della gestione delle prestazioni a gomme usurate, ma stiamo parlando delle due squadre “più superbike” di tutto il mondiale, cioè di due team che non godono di alcun supporto diretto dalla casa madre, come avviene per i team Aprilia, BMW e Ducati Althea. Questo sottolinea, se mai ce ne fosse ancora bisogno, dell’estrema bontà del lavoro svolto fin’ora.
Appuntamento ad Aragon allora, dove vedremo se Melandri e Checa riusciranno a prendersi la rivincita su Biaggi che l’anno scorso finì lasciò la Spagna con un primo ed un secondo posto.

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Andrea Rei 48 Articoli
I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere l'abilità e la volontà. Ma la volontà deve essere più forte dell'abilità.
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