Scampia: le vele di Gomorra verranno abbattute

Napoli

Scampia: le vele di Gomorra verranno abbattute

Scampia
Nel 2017, addio alle Vele di Scampia.

Gli enormi palazzi di Scampia, autentico simbolo di degrado, stanno per essere buttati giù. Ne resterà in piedi soltanto una.

Uno dei massimi simboli di degrado della città di Napoli sta finalmente per essere abbattuto. Nel corso del prossimo anno, le Vele di Scampia saranno soltanto un brutto e lontano ricordo. Solo una di queste costruzioni resterà in piedi e diventerà la sede della nuova Città Metropolitana.

Ieri si è aperto il passaggio degli occupanti dai palazzoni ai nuovi complessi residenziali costruiti dal Comune di Napoli. Nei prossimi 19 giorni saranno assegnati oltre un centinaio di appartamenti, con una media di 6 o 7 nuclei familiari al giorno. Col passare del tempo, sempre più persone potranno così vedere la loro vita quotidiana cambiare in maniera sensibile. I simboli della fiction Gomorra, un tempo scenari di piazze di spaccio e criminalità organizzata, stanno per sparire dalla circolazione.

L’abbattimento di tre delle quattro Vele è stato finanziato dal Comune ed è nato dal cosiddetto Patto per Napoli.

Si tratta di un accordo di riqualificazione della metropoli partenopea, stipulato lo scorso 26 ottobre dal premier Matteo Renzi e dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Progettate dall’architetto Franz Di Salvo e create a partire 1962, le Vele erano originariamente sette. Erano il fulcro di un progetto di sviluppo di Napoli Est e si ispiravano apertamente alle Unités d’Habitation costruite in Francia da Le Corbusier. Fin da subito si era notata l’inabitabilità delle stesse, diventate oggetto di saggi scritti dall’ex primo cittadino Antonio Bassolino e da Giorgio Bocca. Le prime tre furono distrutte a cavallo tra il secondo e il terzo millennio. Lo scorso 29 agosto, una delibera del Comune ha sancito l’abbattimento delle altre tre. Nel giro di pochi mesi, questa procedura sarà attuata.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche