Scommesse: Doni collabora, ma non troppo

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Scommesse: Doni collabora, ma non troppo

Si è aperta la sfilata dei protagonisti dell’inchiesta scommesse davanti alla Procura sportiva di Stefano Palazzi. Un tassello fondamentale, prodromo del processo il cui avvio è previsto non prima della seconda metà di aprile. La giornata di mercoledì era attesa per le audizioni di due testi-chiave come Cristiano Doni e Filippo Carobbio, attesi rispettivamente negli uffici milanesi ed in quelli romani della Procura, ma non si registrano apprezzabili novità. Giunto attorno alle 11.30 nello studio milanese del suo avvocato Salvatore Pino, Doni, già condannato a tre anni e sei mesi di squalifica, è stato sentito per tre ore circa dai due delegati della Procura Federale di Stefano Palazzi (che nel frattempo a Roma metteva sotto torchio Carobbio), i collaboratori Pinna e Squiccquero e l’avvocato Ettore Traini. Come sempre controverse le reazioni al termine dell’interrogatorio. Se infatti Pino, l’unico a parlare all’uscita, si è premurato di definirlo “un interrogatorio carico di dettagli, nel quale Cristiano ha raccontato tanti fatti”, le indiscrezioni riferiscono invece di un “colloquio” sì collaborativo ma senza l’aggiunta di particolari nuovi, o di nuove ammissioni, come tanto sperato dagli uomini della Procura.

Doni si sarebbe limitato a ripetere ciò che aveva già detto davanti al gip di Cremona Salvini. Nessun nuovo particolare, quindi, relativo a partite fortemente sospettate ma sulle quali la giustizia ordinaria, e di riflesso quella sportiva, attende approfondimenti: ma cambiando l’interlocutore, oltre che il contesto, visto che la Procura sportiva è interessata ad aspetti specifici che riguardano i contatti con altri tesserati e l’eventuale alterazione di partite, Doni avrebbe precisato meglio alcuni aspetti che lo riguardavano relativi alle partite sotto inchiesta: non tanto l’ormai famosissima Atalanta-Piacenza bensì le trasferte dei neroblu contro Ascoli e soprattutto Padova, partita sospettata di essere stata “apparecchiata” dalle società ma sulla quale mancano ancora prove documentali. Nessun accenno ad Atalanta-Pistoiese, la partita della Coppa Italia 2000 per la quale Doni fu prima processato e poi assolto salvo ammettere in una recente intervista. “Come sapete Doni ha fatto anche delle interviste in cui ha manifestato il suo cambio di rotta rispetto a quell’unico episodio che ha macchiato la sua carriera – ha detto l’avvocato Pino – quindi ci aspettiamo qualche riconoscimento per questa ammissione”. Al momento il giocatore rimane sottoposto all’obbligo quotidiano di firma in questura.

Rinviato l’interrogatorio previsto per giovedì dell’ex socio in affari di Doni, l’avvocato Benfenati, l’attività di Palazzi riprenderà lunedì 5 con l’audizione di Vittorio Micolucci. Intanto il Tnas ha respinto integralmente l’istanza di arbitrato di Marco Paoloni, che rimane quindi squalificato per cinque anni con preclusione (l'”erede” della radiazione). Fissata invece per il 6 marzo l’udienza relativa a Giuseppe Signori nella sua controversia contro la Figc: l’ex attaccante della Nazionale, che non ha mai esercitato la funzione di allenatore, ritiene inapplicabile la sanzione della preclusione decisa dalla Disciplinare nel secondo grado del processo sportivo della scorsa estate.

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