Scommesse, Iacovelli: “Lo spogliatoio del Bari sapeva”

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Scommesse, Iacovelli: “Lo spogliatoio del Bari sapeva”

Fioccano (è proprio il caso di dirlo) le novità sull’inchiesta Last Bet. E non sono affatto positive per il Bari edizione 2010-2011 destinato a passare alla storia non solo per aver disputato una delle peggiori stagioni di sempre dei biancorossi in Serie A, ma pure per uno scandalo che si allarga ogni giorno di più e che vede coinvolta una parte sempre più larga dello spogliatoio. Così alle dichiarazioni del pm di Cremona Salvini, che aveva definito “reticente” l’interrogatorio di Masiello puntando il dito su tanti ex compagni del difensore ora all’Atalanta che avrebbero avuto contatti diretti e frequenti con gli Zingari, ora il cerchio sembra chiudersi dopo l’interrogatorio di Angelo Iacovelli che, con l’unica eccezione di Daniele Padelli, ha messo nei guai anche Rossi, Bentivoglio e Parisi. Questi ultimi in particolare sarebbero stati presenti, insieme a Gegic, nella stanza d’albergo di Masiello nel momento dell’arrivo dei 270.000 euro (37.000 a giocatore) dagli Zingari per combinare Palermo-Bari 2-1, una truffa saltata per “colpa” dell’ignaro Massimo Donati che, venuto a sapere che Miccoli aveva intenzione di fare lo “scavetto” a Padelli, ha informato il compagno portiere che ha così facilmente parato il penalty del capitano rosanero facendo saltare l’affare che s’incentrava sulla sconfitta del Bari con due reti di scarto.

E pure al momento della riconsegna del denaro causa “tarocco saltato”, Parisi si sarebbe pronunciato con un “non fate i furbi” che potrebbe nascondere qualcosa di più profondo. Poche ore dopo infatti Masiello avrebbe telefonato a Iacovelli pronunciando queste poche parole: “Tutto bene”, che secondo lo stesso infermiere (e gli inquirenti) significherebbe che i giocatori abbiano comunque intascato una cifra, seppur minore, anche con il 2-1. Secondo Iavocelli tutto lo spogliatoio del Bari sapeva che gli Zingari frequentavano il ritiro con borse piene di banconote ma nessuno ha mai denunciato l’accaduto. Ma se Masiello sarebbe stato reticente, pur ricevendo il plauso di Salvini che l’ha definito il primo reo-confesso, nella speranza che altri lo seguano il prima possibile, non tutto torna neppure nelle dichiarazioni di Iacovelli.

In primo luogo l’aiuto-infermiere non chiarisce chi avrebbe “raccolto” il denaro degli Zingari, ruolo che nel suo interrogatorio Masiello ha attribuito proprio a Iacovelli, mentre non hanno ancora trovato riscontro i riferimenti a Portanova e Di Vaio, citati dal factotum biancorosso in riferimento a Bologna-Bari 0-4 dell’ultima giornata.

Masiello mi disse che dopo la delusione di Palermo si sarebbero potuti riscattare contro il Bologna grazie alle sue conoscenze Portanova (che giocò con Masiello nel Siena, ndr) e Di Vaio (ex compagno alla Juventus, ndr). Ed a parte la reazione sdegnata del legale del primo, al momento non sono ancora stati trovati riscontri a queste dichiarazioni. E’ stato un depistaggio di Iacovelli (che si sente tradito da Masiello in quanto tirato in ballo), che avrebbe parlato anche di Udinese-Bari, oppure un millantato credito dello stesso giocatore? Gli inquirenti al momento non hanno certezze: la speranza è che il muro d’omertà si rompa il prima possibile.

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