Scommesse: interrogatori al via. A Bari l’inchiesta si allarga COMMENTA  

Scommesse: interrogatori al via. A Bari l’inchiesta si allarga COMMENTA  

Chiuso più velocemente possibile il nuovo scivolone mediatico del pm Di Martino, spintosi a chiedere un’amnistia per reati che devono ancora essere giudicati e che comunque non lo riguardano, l’inchiesta Last Bet si appresta a ripartire di slancio. Se infatti per ancora una settimana lo stesso Di Martino sarà impegnato nel processo d’appello della strage di Piazza della Loggia, è il filone sportivo ad azionare (finalmente) i motori. Mercoledì infatti cominceranno le audizioni presso la Procura Federale: rinviata a data da destinarsi (probabilmente il 6 marzo) quella di Gervasoni, saranno Cristiano Doni e Pippo Carobbio i primi due a sfilare davanti a Palazzi. Saranno in tutto venti gli interrogatori nell’arco delle prossime due settimane: la speranza del Procuratore è quella di non trovarsi di fronte al muro di omertà, peraltro facilmente abbattibile grazie alla mole di documenti messi a disposizione da Cremona. Ma si sa che la giustizia sportiva ha tempi più rapidi, oltre che mezzi meno invasivi (leggi impossibilità di fare intercettazioni), pertanto senza collaborazione non sarà facile arrivare a dama. Questo lo sanno anche gli interessati, pertanto non c’è da illudersi o da aspettarsi confessioni clamorose: il sogno è quello di avviare il procedimento sportivo-bis a fine aprile ma chissà se sarà possibile.


Una mano potrebbe arrivare dalla procura di Bari che continua a lavorare senza soste: a tale proposito la notizia del giorno è la perquisizione nella sede della società biancorossa di Via Torrebella dove sono state prelevate copie dei contratti di Andrea Masiello, Alessandro Parisi, Simone Bentivoglio, Abdelkader Ghezzal, Marco Rossi e, buon ultimo, Nicola Belmonte, il cui video che lo ritrae “esultante” dopo il gol di Moscardelli in Bari-Chievo 1-2 del 20 marzo 2011 impazza sul web. Si tratta di una mossa a tutela del club, parte lesa nel procedimento, nell’ottica di un’eventuale nuova accusa ai calciatori, quella di truffa ai danni del Bari Calcio oltre a quella di associazione a delinquere e frode sportiva. Al riguardo sono stati interrogati nei giorni scorsi cinque amici, baresi e non, di Masiello, ma senza arrivare a rivelazioni significative.


Ma se il club è in una botte di ferro sul piano penale, sportivamente parlando in società si trema: molto importanti a riguardo saranno le dichiarazioni di Carobbio, ex biancorosso, ma più lo scandalo si allarga, e le partite aumentano, più si concretizza il rischio di una maxi-penalizzazione.

Ed a tale proposito altre due partite (il totale sale a dieci) si aggiungono alla lunga lista dei match sospettati: si tratta di Udinese-Bari 3-3 del 9 maggio 2010, penultima giornata di campionato, quella che potrebbe portare al coinvolgimento di Leonardo Bonucci (comunque al momento non indagato) ma pure Cesena-Bari 1-0 del 17 aprile 2011, la prima partita che il Bari giocò da ufficialmente retrocesso e fortemente sospettata.

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Le antenne degli inquirenti in particolare sono drittissime riguardo al possibile coinvolgimento di un gruppo di ultras baresi che, venuti a sapere del malaffare, si sarebbero fatti dare “dritte” dai giocatori proprio riguardo alla trasferta in Romagna per poi scommettere e riscuotere. E forse sarebbe proprio questo il risvolto più amaro di tutta l’inchiesta, il primo caso di tifosi collusi con i propri beniamini. Povero Bari.

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