Scommesse: la Procura di Napoli voleva intercettare tre azzurri

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Scommesse: la Procura di Napoli voleva intercettare tre azzurri

Mentre è attesa per le prossime ore una nuova pioggia di indagati in merito allo scandalo calcioscommesse, di fatto tutti o quasi i nomi fatti da Gervasoni nel suo interrogatorio-fiume (per alcuni si tratterebbe solo di un atto dovuto), vengono alla luce particolari “scottanti” in merito all’inchiesta. Il settimanale Panorama infatti svela nel numero in edicola domani che la Procura di Napoli aveva chiesto di porre sotto controllo nella scorsa estate le utenze telefoniche intestate al capitano del Napoli Paolo Cannavaro ed ai suoi compagni Giuseppe Mascara e Matteo Gianello, quest’ultimo oggi svincolato. Dei tre il solo Cannavaro non sarebbe indagato: il suo telefono sarebbe stato messo sotto controllo per verificare eventuali reazioni dello spogliatoio a possibili combine. Gianello invece, indagato per frode sportiva, sarebbe addirittura stato ascoltato in gran segreto lo scorso giugno. Diversa la reazione di Mascara, che ha rivelato al settimanale di non essere mai stato raggiunto da alcuna convocazione in Procura.

Non meglio specificato il motivo: “reati da stadio” il titolo del fascicolo ma l’operazione si incrocia con altri due procedimenti della Procura Disrettuale Antimafia.

Va detto che si tratta di un’inchiesta parallela ed al momento del tutto slegata rispetto a quella di Cremona, che ha portato ai tanti arresti del 1° giugno e del 19 dicembre. I pm di Napoli sono infatti alla ricerca di eventuali legami tra il mondo delle scommesse e quello della criminalità locale ma in ogni modo lascia perplessi come le due indagini presentino non pochi punti in comune, a partire dalle partite sospette che riguardano chiaramente il Napoli: su tutte Napoli-Sampdoria 4-0 del 30 gennaio 2011, entrata in entrambe le inchieste, ma soprattutto Napoli-Parma 2-3 del 10 aprile 2010, la partita chiacchieratissima da tempo a causa della presenza a bordo campo di Antonio Lo Russo, figlio di Salvatore capo dell’omonimo clan. Ma la Procura partenopea vuole vederci più chiaro anche riguardo a Milan-Napoli 3-0 dello scorso 28 febbraio, partita decisiva sulla strada dello scudetto e contrassegnata dalle polemiche degli azzurri nei confronti dell’arbitraggio di Rocchi ma anche da una prestazione insolitamente scialba della squadra di Mazzarri.

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