Scommesse: le clamorose rivelazioni di Gervasoni COMMENTA  

Scommesse: le clamorose rivelazioni di Gervasoni COMMENTA  

E’ durato cinque ore e mezzo l’interrogatorio di Carlo Gervasoni presso il pm di Cremona Roberto Di Martino, e basta già questo dato per capire che l’inchiesta sullo scandalo del calcioscommesse ha vissuto forse una giornata decisiva. Quasi seicento minuti durante i quali l’ex difensore di Albinoleffe, Mantova e Piacenza ha vuotato davvero il sacco, allargando il raggio della confessione non solo alle proprie colpe, comprese quelle negate in estate (leggi l’incontro avvenuto ad Ascoli con Micolucci la notte precedente a Novara-Ascoli), ma pure alle infinite ramificazioni del malaffare. Preceduto dal proprio legale, l’ormai ex giocatore è arrivato in Procura intorno alle 11 ed ha parlato ininterrottamente fino alle 17, eccetto una breve pausa pranzo tra le 15 e le 15.30. Il verbale dell’interrogatorio è secretato ma come sempre succede alcune indiscrezioni sono filtrate: si tratta di voci potenzialmente clamorose, su tutte quella secondo cui la segreteria della Lega Calcio fosse a conoscenza dell’indagine ed avrebbe informato del susseguirsi degli eventi tanto Cristiano Doni quanto Stefano Bettarini.


Ma il nocciolo della lunga confessione di Gervasoni è incentrato sull’allargamento dello scandalo a partite e calciatori di Serie A: il difensore avrebbe infatti pronunciato i nomi di una ventina di calciatori, anche di Serie A ma nessuno appartenente alle formazioni di primo piano, ed avrebbe parlato di tre partite nel massimo campionato (probabilmente della scorsa stagione) sottoposte a combine, ed in un paio di esse l’affare sarebbe andato in porto.

Tre partite diverse da quelle già note: al momento i sospetti degli inquirenti, già prima dell’interrogatorio di Gervasoni, gravano su Lazio-Genoa 4-2 del 14 maggio, penultima giornata di campionato, visto che sui cellulari appartenenti agli “zingari” sarebbero state trovati agganci alla cella telefonica di Formello, quartier generale della Lazio.

A seguire è stata la volta dell’interrogatorio di Alessandro Zamperini, altro teste-chiave, dal quale gli inquirenti si aspettano più chiarezza nelle confessioni in particolare in merito alla sua presenza, la notte del 21 maggio, nello stesso hotel in cui alloggiavano i giocatori del Lecce alla vigilia della partita contro la Lazio, ultima giornata dello scorso campionato, partita fortemente “sospetta”.

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