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Scommesse: ora tremano Genoa, Lazio e Lecce

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Scommesse: ora tremano Genoa, Lazio e Lecce

Tra poco stabiliremo un calendario di audizioni: mi auguro che il processo sportivo avvenga nel minor tempo possibile”. Con queste parole un insolitamente ciarliero Stefano Palazzi si è concesso ai giornalisti al termine dell’incontro di due ore avuto con il collega di Cremona Roberto Di Martino durante il quale i due procuratori hanno effettuato un proficuo “scambio d’attività ed informazioni” che potrà dare il via all’inchiesta-bis della Procura Sportiva. Nel pomeriggio Palazzi sarà a Bari per incontrare il pm Laudati: il capoluogo pugliese è infatti l’altro punto focale da cui arriverà materiale utilissimo per la Giustizia Sportiva. Palazzi, già in possesso di parte dei documenti dell’inchiesta-bis, non ha voluto entrare nel merito delle confessioni di Andrea Masiello e Marco Rossi, potenzialmente utilissime tanto per il fronte ordinario che per quello sportivo né si è sentito in dovere di incoraggiare nuovi pentiti: “Non è mio compito fare appelli – ha detto Palazzi – dico solo che i tesserati conoscono l’esistenza dell’articolo 24 del Codice di Giustizia Sportiva”, ovvero quello che prevede uno sconto di pena (massimo un anno di stop) per tutti coloro che forniscono deposizioni spontanee ammettendo la propria partecipazione al malaffare.

Intanto l’inchiesta penale prosegue, sottotraccia come giusto che sia: così facendo infatti si possono acquisire più materiali utili evitando in particolare la fuga di notizie.

Così se i verbali degli interrogatori di Masiello e Rossi sono tutt’ora secretati, pur essendo trapelato qualcosa, la stessa procedura è stata seguita per la deposizione di Angelo Iacovelli, l’infermiere di Bari accusato di essere il tramite economico tra gli Zingari ed i giocatori nonché colui che ha contattato diversi calciatori al fine di coinvolgerli nelle combine. Dopo una prima fase reticente, anche Iacovelli avrebbe parzialmente ammesso le proprie responsabilità confermando i nomi già emersi dei giocatori del Bari e pure quelli di calciatori ancora da interrogare (Padelli, Bentivoglio, Parisi). Le indiscrezioni più clamorose riguardano però le carte ancora in mano alla Procura di Cremona: secondo le anticipazioni fornite da La Gazzetta dello Sport, infatti, Di Martino e Salvini avrebbero in mano prove schiaccianti non solo nei confronti di soggetti già incarcerati, come Zamperini, ma pure di giocatori al momento solo indagati, come Dario Dainelli ed Omar Milanetto, all’epoca dei fatti al Genoa ed ora rispettivamente in forza a Chievo e Padova, ed il laziale Stefano Mauri.

Al centro dell’attenzione le partite della Lazio delle ultime due giornate, quella interna contro il Genoa del 15 maggio (4-2) e quella a Lecce di otto giorni dopo (2-4). Incrociando i riscontri in possesso degli inquirenti tra intercettazioni, aggancio di celle telefoniche e presenze sospette negli alberghi delle società ospiti si è infatti scoperta una prassi insolitamente usuale: Zamperini che si contatta con i capi degli Zingari per poi alloggiare in un albergo prima di Milano e poi di Lecce dove poco dopo arrivano gli stessi Dainelli e Milanetto nel primo caso e Mauri nel secondo, ovvero i giocatori delle squadre ospiti sospettati di essere i responsabili della combine.

Non da soli, però, perché riguardo a Lecce-Lazio ci sarebbero stati contatti documentati anche tra Zamperini e la coppia Ferrario-Corvia. Dalle prove indiziarie si è passato alle evidenze: il cerchio si stringe. Anche senza altri pentiti.

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