Scommesse: per Masiello interrogatorio “protetto” a Bari COMMENTA  

Scommesse: per Masiello interrogatorio “protetto” a Bari COMMENTA  

Campo e fuoricampo s’intrecciano negli ultimi sviluppi del calcioscommesse. Le novità ruotano tutte attorno a Bari, l’ultima frontiera del malaffare, ed in particolare attorno ad Andrea Masiello. L’ex capitano dei biancorossi, ora in forza all’Atalanta, ha infatti fatto outing settimana scorsa con una testimonianza spontanea ma ancora top secret presso la Procura di Cremona in cui il difensore toscano sembra comunque avere ammesso di aver partecipato a più di una combine nel finale dello scorso campionato. Il “secondo tempo” delle confessioni di quello che è a tutti gli effetti un pentito del pallone andrà in scena mercoledì pomeriggio ma non a Bari bensì in una “località protetta”, come deciso di comune accordo tra l’avvocato del giocatore e gli investigatori del capoluogo pugliese.


Il motivo? La rabbia dilagante dei tifosi biancorossi che, esasperati da due stagioni da incubo, erano pronti a riservare a Masiello un trattamento ai limiti della violenza, come rimbalzato negli ultimi giorni su molti forum di tifosi dei galletti. Inaccettabile, per loro, che un campionato già umiliante come quello della scorsa stagione sia stato macchiato pure dall’onta di partite vendute che potrebbero ripercuotersi come un’ulteriore mannaia sul futuro societario a dir poco incerto del club. Così l’interrogatorio avverrà in un luogo al momento segreto in cui Masiello arriverà in auto insieme al’avvocato Pino e dove sarà più libero di vuotare ulteriormente il sacco. Il procuratore capo di Bari Antonio Laudati, infatti, sospetta che dietro alle possibili nove combine dello scorso anno potesse esserci un traffico di denaro riciclato dalla mafia. A fortificare questa convinzione il fatto che le indagini si stanno concentrando su Matyas Lazar, uno dei componenti della banda degli Zingari nonché sospettato di essere un “gancio” con la malavita locale.


Nel mirino c’è la partita Bari-Sampdoria del 23 aprile scorso: la gara, giocata in un clima iper-amichevole per lo storico gemellaggio tra le due tifoserie, terminò con il successo di misura (0-1, gol di Pozzi) degli ospiti, coinvolti nella lotta per non retrocedere, al cospetto di una squadra ormai condannata.

Dalle attività di intercettazione svolte in Ungheria– riporta la Polizia- sull’utenza telefonica ungherese di Lazar Matyas è emerso che in base a due conversazioni telefoniche intercettate, la prima alle ore 16.24 del 21 aprile, la seconda alle ore 23.43 del 23 aprile, poche ore dopo la fine della partita, Lazar si trovasse nei pressi di Bari“. A queste ed altre domande dovrà rispondere Masiello il cui passo successivo sarà quello di ripetere gli stessi concetti al procuratore Palazzi, va da sé interessato solo al lato sportivo: in caso di collaborazione proficua il difensore dovrebbe cavarsela con un anno di squalifica.

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