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Scommesse: Portanova e quello strano incontro

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Scommesse: Portanova e quello strano incontro

Lo scorso 1° marzo lo scandalo-scommesse ha “compiuto” nove mesi. Un periodo sufficiente per poterlo definire una creatura vera e propria: sentenze e penalizzazioni sono già state emesse, pesanti squalifiche hanno bruscamente interrotto carriere di giocatori ma ciclicamente si deve convivere con chi dice che “si tratta solo di pochi ed isolati casi” e che “il calcio d’élite non ne verrà coinvolto”. Sarà anche vero ma così facendo non si dà il giusto riconoscimento al lavoro instancabile che, sotto traccia, cinque Procure italiane (con non pochi addentellati all’estero) stanno svolgendo per capire fino a dove il male si sia propagato. Paradossalmente neppure le parole di Manganelli hanno aiutato a rendere più “credibile” la situazione, prefigurando arresti più o meno imminenti: c’è infatti chi crede all’esistenza del malaffare solo in presenza dei celebri tintinnii di manette, non ritenendo credibili le indiscrezioni provenienti quasi quotidianamente in particolare da Bari.

L’ultima getta ulteriore fango sul passato recente del club biancorosso, seppur senza mai tirare in ballo la società: sempre più diffusa infatti è la convinzione che tutti in città, proprio tranne le alte sfere dirigenziali, sapessero che le ultime partite dei pugliesi nella scorsa stagione non si siano svolte all’insegna della regolarità.

Tutti compreso l’allenatore Mutti che, secondo fonti non confermate, sarebbe stato informato da alcuni tifosi della “necessità” di perdere la partita di Cesena, come poi realmente accaduto. Nessuno però se la sentì di rompere il muro d’omertà: un obiettivo dichiarato degli inquirenti che stanno completando con pazienza il loro mosaico. I sospetti si sono accentuati dopo l’interrogatorio di Angelo Iacovelli, chiamato lunedì a parlare davanti alla giustizia sportiva dopo le abbondanti “confessioni” di fronte a quella ordinaria a Bari. Della settimana scorsa è la voce secondo cui non pochi componenti del mondo ultras, consapevoli del “vizietto” dei giocatori, abbiano addirittura intrattenuto rapporti con essi al fine di scommettere ed incassare il più possibile.

Così sarebbe andata per le partite contro il Cesena, la Sampdoria ed il Bologna. Sulle ultime due gare in particolare si sarebbe concentrata l’attenzione dei collaboratori di Palazzi durante gli interrogatori di Iacovelli, che avrebbe ammesso il tentativo di combine anche per Udinese-Bari 3-3 del campionato 2009-2010, e di Daniele Portanova.

La situazione del difensore del Bologna è ancora avvolta nel mistero: di fronte agli 007 federali il giocatore ha ammesso di aver avuto il contatto con Masiello pochi giorni prima della partita mentre sul resto è stato molto lacunoso, compreso l’incontro, comunque confermato, con i tre “inviati” del difensore del Bari, riconosciuti da Portanova durante l’interrogatorio, cui sarebbe stato affidato il compito di combinare la partita. Portanova si sarebbe rifiutato parlandone però con amici, un giornalista ed alcuni compagni di squadra: l’omessa denuncia è evidente ma gli inquirenti vogliono vederci più chiaro tentando di capire se il tarocco sia andato in porto comunque grazie all’appoggio di altri giocatori del Bologna. Lo 0-4 non era però, forse, il risultato “concordato”: perché? Cosa successe quel giorno?

Lo scopriremo forse a breve, così come scopriremo se tra gli interrogati di Palazzi ci saranno anche Sergio Almiron, cui vengono contestati contatti con componenti della banda degli Zingari, e Stefano Guberti: l’ala del Torino, prossimo al rientro dopo il grave infortunio al ginocchio subito a settembre, è stato infatti tirato in ballo da Iacovelli come possibile “gancio” per la partita contro la Sampdoria, squadra in cui il giocatore militava nella scorsa stagione.

Al vaglio degli inquirenti la presenza di Guberti in città nei giorni precedenti la sfida e quella frase di Palombo (“Per Bari state tranquilli”) rivolta ai tifosi doriani alla vigilia della gara. Il gemellaggio tra le tifoserie è noto: quello sul campo, però, non è consentito…

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