Scommesse, Salvini: “Giocatori del Bari reticenti” COMMENTA  

Scommesse, Salvini: “Giocatori del Bari reticenti” COMMENTA  

Meno di ventiquattr’ore dopo il deflagrante interrogatorio di Angelo Iacovelli ha già cominciato a produrre le prime importanti conseguenze. In primo luogo la prevista scarcerazione dell’aiuto infermiere barese che ha quindi già lasciato il carcere di Cremona ma per il quale è stato predisposta la misura restrittiva dell’obbligo di firma presso la Squadra Mobile di Bari. Quello della scarcerazione è comunque un atto immediato e significativo, conseguenza diretta non solo della collaborazione che Iacovelli ha fornito agli inquirenti, compreso il riconoscimento del collaboratore di Gegic, colui al quale Iacovelli avrebbe restituito i soldi per la mancata combine di Palermo-Bari a sua volta consegnatigli da Masiello, ma anche del fatto che gli stessi magistrati cremonesi hanno ritenuto credibile la versione dell’ex factotum del Bari, che sembra aver detto, almeno lui, tutto ciò che sapeva, compreso il chiarimento sull’sms mandato a Masiello nello scorso agosto, a scandalo già scoppiato: “Il mondo è piccolo ed Angelino arriva dappertutto”. Poche parole apparentemente minacciose ma che Iacovelli ha giustificato con la soddisfazione di essere riuscito a rimettersi in contatto con “l’amico”, nel frattempo passato all’Atalanta. Almeno lui, già, perché dalla Procura di Cremona sono partite autentiche bordate nei confronti di Masiello accusato di “reticenze”.


Proprio questa parola infatti si legge nel provvedimento di scarcerazione di Iacovelli firmato dal gip Salvini: “Andrea Masiello ha fornito una versione dal carattere reticente e giustificatorio del suo coinvolgimento nella vicenda del Calcioscommesse” visto che “una consistente parte della squadra del Bari” aveva “sistematici rapporti” con il gruppo degli zingari, capeggiato da Amir Gegic. Secondo Salvini Iacovelli, pur co-responsabile di alcune tentate combine, sarebbe stato tirato in ballo da Masiello in quanto “soggetto minore e subordinato”. Insomma un capro espiatorio per coprire le proprie, superiori colpe. E adesso? Difficile pensare ad un arresto dello stesso Masiello ma anche un nuovo interrogatorio appare al momento improbabile dal momento che secondo gli inquirenti la strategia difensiva di Masiello, basata su dichiarazioni spontanee ma parziali, non si è dimostrata collaborativa.


Ma il j’accuse di Salvini va oltre spingendosi a coinvolgere altri giocatori del Bari, chiamati apertamente in causa da Iacovelli ed al momento solo indagati.

Quasi certa allora l’immediata convocazione degli ex biancorossi citati da Iacovelli, nella speranza che siano più collaborativi e “sinceri”, come pure di Sergio Almiron, al quale potrebbero venire chiesti chiarimenti in merito a quel suo “siete tutti venduti” pronunciato in una cena tra compagni.

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Perché se sul Bari di ieri è meglio stendere un velo pietoso, su quello di oggi le conseguenze potrebbero essere devastanti.

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