Scommesse: si stringe il cerchio attorno a Lazio-Genoa

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Scommesse: si stringe il cerchio attorno a Lazio-Genoa

Sono ripresi presso la Procura di Cremona gli interrogatori del secondo filone dell’inchiesta Last Bet, quello che aveva portato ai diciannove arresti tra ex calciatori o giocatori ancora in attività del 18 dicembre. I primi ad essere sentiti sono stati gli ex amici Cristiano Doni e Nicola Santoni che non hanno però svelato particolari nuovi, rimanendo anzi sulle proprie posizioni “difensive”. L’ex capitano atalantino, dopo le prime parziali ammissioni nell’interrogatorio del 23 dicembre, non ha aggiunto particolari nuovi confermando l’estraneità dell’Atalanta a tutti i tentativi di combine ma ammettendo di essersi accordato con il portiere del Piacenza Mario Cassano per le modalità della battuta dei calci di rigori nell’ormai famosa partita del 18 marzo, come già svelato da Gervasoni nell’interrogatorio-fiume del 29 dicembre.

Fitto mistero invece sulla provenienza dei 40 mila euro consegnati da Parlato a Santoni al casello autostradale di Parma durante la stessa partita: Doni ha ribadito che i soldi non provenivano da lui e poche ore dopo la stessa linea è stata confermata da Santoni, interrogato per un paio d’ore.“Erano soldi miei, un prestito che avevo dato a Parlato”.

Inutile dire che tale versione non ha convinto gli inquirenti. Tra tante reticenze quindi il fatto nuovo della giornata arriva dagli stessi magistrati: il pm Di Martino ha infatti dichiarato al termine dell’interrogatorio di Doni che “alcuni accertamenti tecnici effettuati hanno permesso di avere conferme sui sospetti attorno ad alcune partite al centro dell’inchiesta, anche di Serie A”. In particolare sarebbero emerse delle “quasi certezze” in merito a Lazio-Genoa, la partita della penultima giornata dello scorso campionato finita 4-2 ma fortemente “sospetta”.

Ma ci sono altre novità per l’Atalanta e Doni: il Tnas infatti ha convocato per il 18 gennaio alle 14. 30 i legali del club e dell’ex giocatore per discutere il ricorso presentato dalle due parti presso la sala udienze del Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport a Roma. Intanto è stato estradato in Italia Rade Trajkovski, uno degli stranieri per i quali era stato emesso un mandato di arresto a dicembre nonché uno dei sospettati di appartenere alla banda degli “zingari”: proveniente da Singapore si trova a Roma e nei prossimi giorni verrà interrogato a Cremona dal gip Salvini.

Un punto a favore dei magistrati: possibile che Trajkovski divenga una gola profonda come Perumal.

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