Sconfitta Hillary Clinton, dopo di lei un musulmano alla guida dei democratici

Sconfitta Hillary Clinton, dopo di lei un musulmano alla guida dei democratici

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Sconfitta Hillary Clinton, dopo di lei un musulmano alla guida dei democratici

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La sconfitta di Hillary Clinton costringe i democratici alle scelte per il futuro. Forse Keith Ellison, afroamericano e musulmano, alla guida del partito.

Il partito democratico d’America si interroga su quale futuro lo attende per il dopo Hillary Clinton. La sconfitta alle presidenziali USA 2016 è stata clamorosa. Il prossimo 20 gennaio, Donald Trump si insedierà alla Casa Bianca come 45 esimo presidente degli Stati Uniti d’America potendo contare sulla maggioranza repubblicana sia alla Camera dei Rappresentanti, sia al Senato. Barack Obama non ha potuto, negli otto anni del suo mandato, usufruire delle stesse condizioni, con il risultato che la sua amministrazione ha vissuto di ordini esecutivi, parte dei quali, ora, potrebbero anche venire revocati.

La sconfitta di Hillary Clinton: mai così pochi grandi elettori negli ultimi quindici anni

Hillary Clinton ha raccolto solo 232 grandi elettori, ma il confronto risulta impietoso non tanto con i 306 di Donald Trump, quanto piuttosto con i 266 di Al Gore nel 2000 e i 251 di John Kerry nel 2004, gli ultimi due candidati democratici sconfitti alle presidenziali.

Inevitabile che, a tenere banco in questo momento all’interno del partito democratico, sia soprattutto la discussione su come sarà il dopo Hillary Clinton.

Per il futuro si fa il nome di Keith Ellison

Per ora, il nome più quotato, o quanto meno quello più ricorrente, sembrerebbe essere quello di Keith Ellison. Se sarà lui a guidare il partito, si tratterà di una scelta di forte cambiamento. Keith Ellison è un afroamericano di 53 anni, originario del Minnesota. Ha una carriera politica abbastanza lunga, avendo già alle spalle cinque mandati al Congresso. E’ divorziato, ha quattro figli e, particolarità che prevale su tutte, è di dichiarata fede musulmana.

Ellison, secondo alcune fonti, godrebbe già dell’appoggio del senatore Bernie Sanders (sconfitto alle primarie da Hillary Clinton) e di Elisabeth Warren, figura simbolo dell’ala più progressista del partito democratico. Se la sua candidatura passerà, si tratterà di una precisa scelta politica: contrapporre al panamericanismo tradizionale repubblicano che ha caratterizzato, per certi versi, la campagna elettorale di Donald Trump, un simbolo del multiculturalismo anche e soprattutto per quanto concerne le scelte personali, dal matrimonio alla fede religiosa.

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