Scontri in Barhein, un morto: la Formula 1 non si ferma, le auto pronte a passare sui cadaveri

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Scontri in Barhein, un morto: la Formula 1 non si ferma, le auto pronte a passare sui cadaveri

Barhein – Sala la tensione in Barhein alla vigilia del Gran premio di Formula 1. Duri scontri sono in corso nei villaggi sciiti vicino a Sakhir tra forze di polizia e manifestanti. Il bilancio è di almeno un morto. I manifestanti chiedevano la cancellazione del Gran Premio. La vittima, la 50esima a partire dal febbraio 2011, si chiamava Salah al-Qattan. I congiunti dell’uomo accusano della sua morte la polizia, intervenuta per reprimere una protesta. Sul caso sarà aperta un’inchiesta ma ci sono forti dubbi sul suo esito che sembra scontato, vista l’assenza di democrazia nel paese. Gli sciiti denunciano la discriminazione in atto, nei loro confronti, da parte della monarchia sunnita. Le autorità locali, in accordo con il circo della F1, fanno sapere che lo “spettacolo” andrà avanti. Le auto sono pronte a passare sui cadaveri. Bernie Eccleston, invitato da Onu, Amnesty International e da un gruppo di parlamentari inglesi a cancellare la gara, ha detto di no: «Non sono io che decido, ma la Federazione internazionale.

Noi abbiamo un impegno commerciale e lo stiamo rispettando». Un impegno che si traduce in 30 milioni di dollari la metà dei quali, saranno intascati dai team. Ci sono, dunque, 30 milioni di buone ragioni per far svolgere la gara.

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