Scrittori, il 2012 sarà l’anno del self-publishing COMMENTA  

Scrittori, il 2012 sarà l’anno del self-publishing COMMENTA  

Sarà quello del self-publishing uno degli argomenti più discussi di questo nuovo anno nel mondo dell’editoria. Secondo le statistiche, la percentuale degli scrittori che avrebbe fatto ricorso a questo metodo “alternativo” sarebbe cresciuta sensibilmente. A farne le spese anche i grandi editori che, ora vedremo come, hanno dovuto procedere alla messa in pratica di misure drastiche per mantenersi al passo coi tempi.


Il problema

Per quanto repentina, questa nuova tendenza non è affatto priva di logica. A ricorrere al self-publishing, infatti, non sono gli autori già affermati o i personaggi pubblici – questi ultimi troppe volte autori di libri mediocri eppure editi da major italiane – quanto la vasta massa di autori, esordienti o semplicemente meno famosi, che non possono permettersi grandi case editrici e che, spesso, sono stati per giunta raggirati da editori a pagamento che, una volta intascato il contributo spese per la pubblicazione, poco o nulla hanno fatto per la sponsorizzazione delle loro opere. Il rifiuto delle grandi e i torti subiti da quelle più piccole hanno maturato, nella comunità degli scrittori, una forte e nuova coscienza di massa che, al pari di uno spirito guida, ha condotto alla diffusione dell’autopubblicazione. Qualcuno potrebbe controbattere sostenendo che, in questa maniera, gli autori debbano comunque sostenere delle spese – quelle della stampa. Va tuttavia precisato che, autopubblicando un libro, allo scrittore non spetterebbe quel misero 10% sul prezzo di copertina che sono soliti offrire gli editori, bensì il 100%.

Amazon e gli ebook

Altra nuova frontiera dell’editoria, gli ebook stanno lentamente prendendo piede anche in Italia grazie soprattutto ad Amazon e ai suoi sempre innovativi Kindle. Un numero imprecisato di esordienti ha preso in seria considerazione l’idea di pubblicare un libro con Amazon in formato ebook. Perché? Zero spese, possibilità di stabilire il prezzo di copertina, visibilità internazionale e royalties al 70%. A fare notizia, inoltre, i casi di scrittori – per lo più americani – snobbati da editori “tradizionali” e arricchitisi grazie agli ebook di Amazon. Certo, il mercato italiano non offre ancora simili opportunità ma, di questo passo, non si dovrà attendere ancora a lungo perché la situazione si sblocchi.


La critica

Pesante l’opposizione degli editori, grandi e medi, ancora fedeli ai metodi standard della pubblicazione. Qualcuno ha addirittura avanzato l’ipotesi secondo cui, nel giro di pochi anni, sarà possibile per chiunque, semplicemente pagando, essere pubblicato da un grande editore – ne è un esempio “Ilmiolibro.it”, messo a disposizione dalla Feltrinelli. Penso sia semplice puntare il dito per chi ha già raggiunto l’apice della propria carriera letteraria, tuttavia, per quanto questi metodi possano apparire del tutto anti-tradizionali, costituiscono una vera miniera d’oro per chi, al contrario, non ha ancora avuto l’opportunità di farsi valere e proprio non ci sta a pagare migliaia di euro di contributo spese a un editore che, con ogni probabilità, metterà in commercio il suo libro senza neppure averlo letto.


Come comportarsi

Amazon sta dettando legge in materia e la maggior parte degli editori ha espresso la propria perplessità al riguardo – spesso ma non sempre, mi si conceda, in un’ottica di mero interesse personale che scema con il progressivo successo del colosso del web – mettendo in atto vere e proprie procedure legali, come se tentare di “imbavagliare” questo titano fosse, in un certo qual modo, più conveniente che aggiornarsi in base alle nuove tendenze di mercato e controbbatere le sue iniziative con idee altrettanto innovative. Certo, nel denso nugolo di editori ne esistono parecchi, per fortuna, che, indipendentemente dalla loro portata, si stanno rivelando una vera roccaforte anche per gli esordienti, mostrando di agire in maniera pulita e corretta. Così come, tra gli scrittori, molti restano tuttora inediti per una semplice carenza di stile e non per una diffusa negligenza editoriale. Quindi, in conclusione, non si può e non si deve guardare all’autopubblicazione come un nemico pubblico, quanto piuttosto a una strategia editoriale che molti autori sono costretti a intraprendere e che, sicuramente, col passare del tempo porterà i propri frutti. Sono tanti gli scrittori affermati che possono vantare di avere incominciato la propria carriera letteraria autopubblicandosi, per poi avere raggiunto la fama grazie esclusivamente alla propria penna. Il self-publishing è solo l’inizio di qualcosa. Poi, se son rose fioriranno…

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Filippo Munaro

 

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