Editoria: semplice passione o mestiere affidabile?

Libri

Editoria: semplice passione o mestiere affidabile?

Possedere una casa editrice. E’ a dir poco stupefacente la quantità di letterati che esprimono questo desiderio. Me ne sono reso conto dialogando con lettori, librai e autori che condividono le mie stesse passioni e, in misura ancora maggiore, visitando i vari blog che trattano l’argomento. A quanto pare la figura dell’editore rappresenta una sorta di status simbol, perché il numero di chi ritiene di essere pronto a investire nei libri è in forte aumento, a dispetto della crisi e delle mille problematiche che affliggono il panorama editoriale italiano. Come sempre, incuriosito e, lo ammetto, un po’ sorpreso dalla scoperta, ho deciso di indagare, costantemente assillato dallo stesso dubbio: ne vale davvero la pena?

Cultura o denaro: chi ha la precedenza? <<Nessuno mi pubblica. Fondo una casa editrice e produco personalmente i miei capolavori.>> Non prendetemi per matto: in rete capita spesso di leggere cose del genere. Così come capita anche di sentir dire: <<Gli editori contemporanei pubblicano solo i “grandi nomi”, fregandosene del livello culturale delle loro opere.>> Okay, sotto un certo punto di vista la si può anche far passare per una critica lecita – io stesso sono rimasto deluso dallo scarso spessore di certi libri scritti da grandi autori e pubblicati da grandi case editrici – tuttavia bisogna comprendere che una casa editrice, prima di ogni altra cosa, è un’attività commerciale a tutti gli effetti.

Un editore, per quanto colto e appassionato possa essere, vedrà i propri libri non tanto come pillole di saggezza da seminare ovunque nel mondo, ma come un prodotto, il risultato di un’attenta analisi di mercato sulla base della quale ha deciso di investire tempo e denaro, e in virtù della quale desidera, anzi, pretende un ritorno economico che sia il più largo possibile. Una novità? Non credo proprio, anche se ho come l’impressione che in molti non abbiano mai intravisto nell’editore la persona dell’imprenditore.

Il mercato dei libri: niente di meno sicuro su cui investire, adesso, il proprio denaro. In Italia si legge davvero poco rispetto a molti altri Paesi – avrete sicuramente letto o sentito parlare dell’impressionante differenza nel rapporto popolazione/lettori tra Italia e Germania – e, se il numero dei lettori è basso, basse saranno anche le vendite degli editori. A soffrire maggiormente sono, come sempre, le piccole e le medie case editrici, non sufficientemente attrezzate per tollerare le leggi del mercato e la concorrenza di colossi come Mondadori, Feltrinelli, ecc.

ecc. Inoltre pare proprio che il chiacchieratissimo self-publishing (autopubblicazione) si stia diffondendo a macchia d’olio tra i nuovi scrittori e che questo fattore abbia provocato perdite per centinaia di migliaia di euro all’editoria italiana. Dopottutto non occorre essere dei geni per rendersene conto: Feltrinelli ha già aperto una piattaforma chiamata “Ilmiolibro” in cui è possibile autopubblicare i propri libri, Mondadori si sta aggiornando per non perdere colpi e tutti i maggiori gruppi editoriali italiani – per non parlare poi di quelli americani, dove il self-publishing è all’ordine del giorno – stiano prendendo iniziative per fronteggiare questo nuovo scenario. E i piccoli editori? La risposta viene da sé.

La fondazione di una casa editrice deve essere una scelta ragionata, proprio come se si trattasse di una qualsiasi altra ditta o impresa. Scoraggiare un papabile editore a dare il via a un’attività in proprio non è una bella cosa, ma se, per rispondere alla domanda che mi ero posto prima di stendere questo articolo, cioé se fondare una casa editrice conviene davvero, allora sarei molto cauto nel rispondere.

In tutta sincerità, mi verrebbe quasi da consigliare l’investimento solo in presenza di un capitale veramente importante, che consenta di muoversi liberamente nel mercato sbaragliando la concorrenza e immettendo prodotti capaci di generare introiti abbondanti e sicuri. In caso contrario si correrebbe esclusivamente il rischio di non sopravvivere ai primi 3-6 mesi d’attività – quelli che gli esperti individuano come più critici – perdendo tempo e ingenti somme di denaro, perché aprire una casa editrice in regola e pienamente funzionante comporta un certo investimento.

E se io puntassi tutto sugli ebook? Il dubbio è lecito. Creare una casa editrice specializzata nella vendita di libri in formato elettronico rappresenta un’alternativa pratica e senza dubbio molto più economica. Verrebbero infatti a mancare tutte le spese derivanti dalla stampa e diffusione in libreria, i prodotti avrebbero un prezzo di gran lunga più ragionevole e, per essere puntigliosi, le statistiche confermano, anche in Italia, un sensibile incremento nella vendita degli ebook.

Detta così sembrerebbe quasi una passeggiata, mentre invece è pressoché indispensabile tenere conto della concorrenza, a dir poco spietata, che già sussiste in questo ramo dell’editoria, della necessità di ottenere ampi margini di visibilità (che fra tutti i siti di e-commerce presenti in rete è tutt’altro che semplice), della pirateria e dei guadagni, di gran lunga inferiori, rispetto al formato tradizionale.

Che dire, dunque? C’è chi sostiene che grazie alla passione, un pizzico di buon senso e tanta voglia di intraprendere si possano fare miracoli. Tendenzialmente anche io sono una persona piuttosto legata all’idea del “volere è potere”, tuttavia sono altresì convinto dell’importanza di sapere effettuare scelte intelligenti e, cosa ancora più importante, ragionate. Come tante altre persone sono un grande appassionato di libri; potessi, vivrei di libri. Bisogna purtroppo prendere atto del fatto che quello dei libri è un mercato estremamente selettivo, di cui solo chi possiede determinate conoscenze riesce a farne un mestiere.

Ecco perché il mio invito è quello di prendere il mestiere dell’editore con la giusta dose di serietà, ricordando che, in questo caso specifico, non si tratta solo di una passione.

Filippo Munaro

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...