Scuola : manifestazioni in 27 Paeso

Roma

Scuola : manifestazioni in 27 Paeso

Ieri ben 27 paesi dell’Unione europea hanno aderito allo sciopero nazionale indetto per protestare contro i tagli nel settore scolastico e contro i metodi liberisti imposti dalla finanza che sta portando i paesi nel baratro della crisi più profonda, senza tra l’altro far lasciare presagire orizzonti sereni. In Spagna, Portogallo e Italia, paesi particolarmente “caldi” in cui la minaccia del debito pende come una spada di Damocle,le manifestazioni si sono trasformate in “riots” culminate con le solite manganellate indiscriminate delle forze dell’ordine a danno di chiunque, oltre che al lancio di fumogeni e bombe carta che hanno paralizzato il traffico all’altezza di Via Giulia e Ponte Garibaldi, il tutto condito dalla vista del Fiume Tevere tanto ingrossato da creare una certa allerta nella popolazione.

La situazione ha cominciato a degenerare verso le 14, a fine manifestazione, quando un gruppo di ragazzi ha cominciato ad indossare casco, bandane e scudi di cartone per difendersi dalle Forze armate, dando origine ai disordini .Da quel momento è stato il caos, ma nessuno avrebbe mai immaginato l’accanimento dei militari contro minorenni, per quanto potessero apparire “minacciosi”.

A Torino, Bologna, Milano, Brescia, Genova e Padova ci sono stati parecchi feriti tra i militari, che pare non erano stati informati, stando a fonti ufficiali, dell’assalto studentesco, mentre a Napoli, circa 300 giovani con cartelloni e astriscioni vari hanno bloccato la stazione centralentes: “Vogliamo difendere la scuola pubblica, non volgiamo che ogni studente sia una unità isolata che si limita a ricevere l’educazione senza dire nulla”. A fine giornata si sono registrati una sessantina di fermi e tre arresti

A Roma si è assistito ad un pullulare un pò disorganizzato di cortei indipendenti, a detta dei partecipanti: non si è avuto un nucleo centrale coordinatore dell’iniziativa, ma diversi focolai sparsi promossi da associazioni sindacali di varia natura, associazioni di categoria e poche entità politiche a supportare l’azione.

in tutte le piazze capitoline Fiom, Federazione della Sinistra unita, Alba e pochi altri soggetti hanno provveduto a raccogliere firme per la campagna referendaria contro l’abolizione dell’art.

18 e riforma delle pensioni, punto focale della lotta sociale di questi tempi che tanto scalda gli animi dei lavoratori.

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