Scuola: nuovi posti di lavoro per insegnanti, presidi e personale Ata

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Scuola: nuovi posti di lavoro per insegnanti, presidi e personale Ata

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Per l'apertura del nuovo anno scolastico ci sono tante novità: nuovi posti di lavoro per insegnanti, presidi e personale Ata ma anche molto altro.

Anno scolastico 2017/2018

Manca poco alla riapertura delle scuole e già sono stati annunciati tanti nuovi posti di lavoro che riguardano insegnanti, presidi e personale Ata. Complessivamente si tratta di più di 58 mila nuove assunzioni, che si dividono poi tra le tre categorie. I posti di lavoro più numerosi sono quelli riservati agli insegnanti: 52 mila posti per insegnanti in scuole in tutta Italia, che si dividono a loro volta tra insegnanti di ruolo (circa 38 mila) e insegnanti di sostegno (circa 13 mila) con un’aggiunta di circa 56 posti da personale educativo. In seconda posizione, per quantità numerica, vengono i membri del personale Ata che avranno circa 6200 posti liberi e infine ci saranno 259 posti da preside vacanti. Le assunzioni hanno avuto il via grazie ai tre decreti Dpr proposti dai ministeri del P.A. e del Mef.

Assunzioni selettive

I nuovi posti di lavoro nella scuola per il prossimo anno scolastico sembrano essere una vera benedizione per quanti si trovavano in graduatorie da tempo e non speravano di essere chiamati a breve.

Nelle scorse settimane il ministro Fedeli ha dato l’annuncio riguardante le assunzioni, che sarebbero state palesate entro il 14 agosto – e che, straordinariamente, sono state rese pubbliche già adesso. Ora la Corte dei Conti dovrà approvare i decreti che hanno potuto far entrare nella scuola nuovi insegnanti e poi, sulla Gazzetta Ufficiale, i decreti verranno pubblicati. Il ministro per la pubblica amministrazione Madia ha scritto in un tweet che si tratterà di assunzioni selettive: i posti di lavoro verranno dati ai candidati che, non solo hanno l’abilitazione e gli altri parametri necessari all’insegnamento, ma presenteranno le caratteristiche adatte per colmare le deficienze del sistema. Per questo il numero di candidati adatti si restringe e si adatta al numero di posti disponibili.

Il diploma in 4 anni

La creazione di nuovi posti di lavoro è un annuncio che viene affiancato da un altro annuncio più sperimentale e che attira ugualmente l’attenzione degli addetti ai lavori.

Si vuole iniziare, infatti, con un esperimento che potrebbe cambiare radicalmente l’assetto scolastico: far sì che il diploma possa essere preso in 4 anni e non in 5. Per questo nuovo anno scolastico l’esperimento varrà solo per 100 classi, ma se andasse a buon fine potrebbe essere applicato anche a un numero maggiore di scuole. La sperimentazione è stata approvata dal ministro dell’istruzione Fedeli e sarà applicata in parti uguali ai licei e negli istituti tecnici. Per maggiori dettagli studenti, genitori e professori potranno leggere l’avviso che verrà pubblicato entro la fine di agosto sul sito del Miur. Altre sperimentazioni riguardano campagne contro l’alcol e la droga che verranno fatte nelle scuole per sensibilizzare i giovani. Queste iniziative sono state promosse dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Boschi. Grandi novità nella scuola e si spera possano essere tutte buone.

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