SE LO AMI PROTEGGILO!

Infanzia

SE LO AMI PROTEGGILO!

Giovedì pomeriggio, ore cinque e mezza, mese di maggio, fa caldo e decido di andare al parco. E’ pieno di bambini, giocano felici, urlano e corrono in bici. “Mamma, mi spingi forte sull’altalena?” “Cosa?”, non riesco a sentire mia figlia a un metro da me perchè la quiete viene interrotta dalla sirenza di un’ambulanza. Forse due. Sono qui vicino… arriva anche l’elisoccorso… le voci si rincorrono, è Marco, 12 anni, investito in sella alla sua bicicetta rossa da un’auto a folle velocità. E perchè quella macchina corre così su una stradina frequentata da bambini che vanno al parco? Lo stabilirà chi di dovere. Casi come questi sono all’ordine del giorno. Noi genitori come possiamo proteggere i nostri figli?

Con il progetto di legge di modifica del codice della strada si parlava dell’obbligo del casco in bicicletta e molti sono insorti. Sembra strano, ma se togli il santo diritto di farsi male, tanta gente si sente oppressa dallo Stato e dalla legge.

Siamo insorti contro le cinture di sicurezza, contro gli autovelox, contro il casco in moto, eppure ora, a poco a poco, i più illuminati ammettono che forse non erano idee poi così cattive.

Col Decreto Legge in vigore dal 31 luglio 2010 sono state definitivamente approvate le modifiche al codice della strada: il casco in bicicletta per i minori di 14 anni è diventato obbligatorio anche in Italia.

Il casco in bicicletta per i minorenni è d’obbligo in diversi Paesi europei ed extraeuropei (soprattutto!), sia per i bambini trasportati, sia per quelli alla guida della loro bici. Lo stesso discorso vale per i campi da sci: i minorenni devono indossare il casco, questa è una norma accettata e consolidata in tutta Europa.

Una normale bicicletta da passeggio fa i 20 km orari (arriva ai 50 in forte pendenza). Pensiamo di cadere accidentalmente e incontrare con la testa il ciglio di un marciapiede! E’ vero che i caschetti sono omologati per un impatto fino a 25 km orari, ma mi sembra sufficiente per farlo utilizzare a un bambino che divertendosi con la sua bici, difficilmente sarà orientato alla prudenza estrema! E questo lo sanno bene i genitori dei maschietti!

Si è diffusa l’idea che se indossi un caschetto o una ginocchiera o un salvagente per le attività ludiche, allora sei un po’ tonto, con dei genitori iperprotettivi.

Invece sono proprio le protezioni che danno al piccolo corridore la libertà di provare in tutta sicurezza la loro bici o i pattini in linea, quando magari ad altri bambini viene negata l’esperienza perchè “troppo piccoli”.

Insomma, senza esagerare proteggersi per dedicarsi in modo sicuro a qualche attività piacevole è un modo sano per prendersi cura di sè.

A proposito! Marco è in ospedale, in osservazione, ma sta bene. Domani torna a casa. Se la cava con qualche escoriazione e ferita alla testa. Quando guarirà del tutto e leverà i punti tornera in sella alla sua bici rossa… col casco!

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