“Se ragioni ti sposo”, Roberta Amorino

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“Se ragioni ti sposo”, Roberta Amorino

Chi l’avrebbe mai detto che la ricerca di un partner potesse maturare in un’avventura ai limiti del surreale? Nessuno, forse, tranne la simpaticissima autrice partenopea Roberta Amorino che, con il suo romanzo d’esordio “Se ragioni ti sposo”, (Edizioni Eracle, 2011) non solo ha realizzato un commedia dissacrante ed estremamente ironica, ma anche tratteggiato il riflesso distorto di una società, la nostra, popolata da nevrotici di ogni genere e natura.

La trama

Scritto in prima persona – ma non per questo autobiografico, come precisa l’autrice – “Se ragioni ti sposo” ci guida nelle bizzarre “avventure” di una giovane donna alle prese con un l’ordinaria follia del quotidiano. Al centro del romanzo, la difficoltà nel mantenere un rapporto di coppia sano e duraturo, probabilmente figlia della crisi di valori della nostra società, così largamente profetizzata di opinionisti e pensatori. Roberta Amorino, con grande maestria, riporta tutto ciò nel suo romanzo attraverso gli occhi e la mente della protagonista che, in cerca d’amore, farà affidamento a ogni strumento – con una certa predilezione per il web – per raggiungere il proprio obiettivo, incappando tuttavia in una lunga e sensazionale lista di imprevisti che terranno il lettore col fiato sospeso.

Analisi di gruppo

Roberta Amorino deve possedere una grande capacità d’analisi: la costituzione del romanzo lascia intendere uno studio attento e meticoloso della società e, ancor più nello specifico, di ognuno di noi.

L’attitudine a immischiarsi in relazioni complicate, i comportamenti ai confini della normalità e gli atteggiamenti provocatori e del tutto immaturi di certi personaggi riflettono splendidamente certi modi di fare facilmente riscontrabili anche nella vita reale. Tutto ciò rende “Se ragioni ti sposo” un romanzo davvero degno di nota, specialmente per il pubblico femminile, notoriamente avvezzo a questo genere letterario.

L’autrice

Roberta Amorino nasce nel 1977 a Napoli, ma frequenta principalmente la realtà di provincia, che ritiene meno caotica rispetto a quella di città e di cui diviene un’acuta osservatrice. A otto anni intraprende lo studio del pianoforte, per poi addentrarsi, più tardi, nell’arte della pittura e del mosaico. Ben presto si profila, con incredibile spontaneità, la passione per la scrittura, gli studi classici e giuridici. Lei stessa si definisce “Scrittrice per passione, non per professione”.

Filippo Munaro

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