Se vince Donald Trump, immigrati tutti a casa

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Se vince Donald Trump, immigrati tutti a casa

Sempre più assoluto padrone del palcoscenico della campagna elettorale per le prossime presidenziali USA, Donald Trump, all’indomani delle dichiarazioni relative alla politica fiscale, è sceso in campo anche in tema di immigrazione.

L’effetto, manco a dirlo, è quel che si dice, secondo immagine proverbiale, dell’elefante in una cristalleria.

“Voglio dire a tutti gli immigrati siriani che stanno venendo in questo paese” ha dichiarato Trump parlando a un comizio a Keene, in New Hampshire, “che se vinco io, loro dovranno tornarsene a casa“.

Ecco fatto: un’uscita in pieno Trump style.

Nessuna attenuante, nessun dubbio e nessuna concessione ai sentimenti.

Per il super miliardario americano, la scelta politica degli USA in materia di immigrazione deve essere molto semplice: gli immigrati, negli Stati Uniti d’America, non ci devono proprio stare.

Talmente semplice da sembrare semplificata, o addirittura semplicistica, ma questo è Trump: prendere o lasciare.

Le sue sono sempre prese di posizione estreme, a volte sembrano battute di cattivo gusto (certe non lo sembrano, in effetti, lo sono), ma nulla di ciò che fa o dice Donald Trump è, in realtà, casuale.

La sua forza sta in questa capacità di rovistare in mezzo allo sporco, pescare le convinzioni ‘di pancia’ di una gran moltitudine di persone, cioè elettori, e elevarle a dichiarazioni politiche.

Come quando ha domandato se il popolo americano avesse davvero intenzione di farsi rappresentare nel mondo dal volto di Carly Fiorina, facendo leva su ciò che milioni di americani medi avranno pensato la prima volta che hanno visto il viso dell’ex amministratore delegato del Gruppo HP.

A trasformare il commento rozzo sull’estetica del personaggio politico in una considerazione degna di essere pronunciata in una campagna elettorale, come se davvero stessimo parlando di un requisito essenziale per la Casa Bianca, ci ha pensato lui, ed ecco che milioni di elettori, prima, con ogni probabilità, lontani da interessi politici veri e propri, si sono ritrovati con un referente che, guarda un po’, dice proprio quello che loro hanno pensato.

Ora è arrivata la bordata sugli immigrati siriani e non c’è bisogno di sottolineare come una delle reazioni più diffuse di fronte al problema che essi rappresentano (perché sì, sono un problema, come è problema tutto ciò che costringe a pensare a una soluzione) sia proprio quella di dire che farebbero meglio a starsene a casa loro e lì risolvere tutte le loro questioni.

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