Seconda Divisione, il punto: il braccino del Perugia - Notizie.it

Seconda Divisione, il punto: il braccino del Perugia

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Seconda Divisione, il punto: il braccino del Perugia

Il Perugia trema: come all’andata la sconfitta contro il Catanzaro ha determinato una preoccupante ripercussione su classifica e soprattutto morale degli umbri. E se nell’immediato a trarne vantaggio è stata la Vibonese, imbattuta in 180′ contro il Grifo, ora la squadra di Battistini non potrà più sbagliare, soprattutto in casa dove la difficoltà a vincere e segnare sta diventando pericolosa. La situazione è se possibile ancora più grigia di quanto dica la classifica: “colpa” di quel turno di riposo che deve ancora arrivare, a differenza delle due calabresi che si sono già fermate. Ecco perchè al Perugia serve cinismo e continuità in attesa dello scontro diretto di Lamezia che però potrebbe non dire l’ultima parola. Sullo sfondo, gli umbri vivono intanto l’ennesimo rimpasto societario con l’uscita di scena dell’ex presidente Damaschi (il suo dopo il “caso-Curti” è stato un calvario) a favore degli ex soci di minoranza Santopadre e Moneti.

Sarà la volta buona per avere un pò di stabilità?

Quanto al Catanzaro, la squadra di Cozza sembra la formazione più pronta, anche dal punto di vista mentale, per durare fino in fondo: il tutto nonostante una preparazione estiva approssimativa ed un mercato in divenire, con i tanti ritocchi in corsa rivelatisi già più volte decisivi, da Quadri a Balistreri fino all’ultimo goleador d’eccezione, Ciro Sirignano, decisivo nell’infrasettimanale di Aprilia. In zona playoff intanto la squadra del giorno è il Gavorrano: trascinato da un Fioretti sempre più da record, e pur senza lo squalificato Buso (confermata la squalyfica di sei turni), i toscani passano a Pagani e sono sempre più in corsa, a questo punto non solo per il sesto posto. Così a preoccuparsi sono la Paganese ma pure un’Aquila che sembra in picchiata: ed il Chieti non molla, proprio come laggiù in fondo fa il Melfi che passa nel silenzio di Giulianova e stacca un’Ebolitana ormai allo sbando.

La zona retrocessione si sta restringendo: con Fano e Fondi ormai quasi tranquille, pure Campobasso e Milazzo sembrano in grado di staccarsi. A tutto danno di chi è ancora impantanato.

Nel girone A invece si profila un duello tutto nuovo, quello tra Casale e San Marino che guidano il plotoncino delle quattro pretendenti alla promozione diretta, tutte racchiuse in sei punti, e la squadra di Petrone, forte di un andamento-monstre negli ultimi tre mesi, è di fatto capolista virtuale vista la partita da recuperare contro la Giacomense. D’altronde dopo la vittoria nel derbyssimo contro il Rimini sul Titano non si nasconde più nessuno nè si ritengono attendibili le “accuse” relative alla “Lapadula-dipendenza” visto che la squadra ha mostrato di saper portare alla rete anche diversi altri giocatori di tutti i reparti. E se il Casale soffre ma tiene, è il Rimini la formazione meno convincente e ormai da non poche settimane.

Attenzione invece al Cuneo di Ezio Rossi, salita al terzo posto: un’altra squadra che, come confermato dallo spettacolo offerto a Santarcangelo, sa arrivare a rete in tanti modi e con tanti giocatori.

E mentre Valenzana e soprattutto Lecco vedono svanire quasi tutte le residue speranze di salvezza, infuriano le lotte playoff e playout peraltro ancora condizionate dalle quattro partite mancanti: in alto però fino al Renate sono tutte in gioco, con una particolare menzione per la scatenata Entella, mentre per tutte le altre c’è da guardarsi le spalle. E chissà se l’esempio arrivato da Mantova, dove il cambio di gestione tecnica ha portato quattro punti in tre giorni contro avversari del calibro di Treviso ed Alessandria, non indurrà altri presidenti verso la strada dell’esonero. Non ce ne sarà bisogno a Savona dove Ninni Corda ha deciso di non presentare le dimissioni: sarebbe delittuoso tirarsi fuori da un progetto che lui stesso ha contribuito a mantenere in vita esaltandolo con prestazioni a dir poco sorprendenti sul campo, anche se la nuova penalizzazione è un altro Everest da scalare.

Non c’è dubbio: i liguri sono la più bella realtà del momento. E non solo a livello di Seconda Divisione.

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