Seconda Divisione, il punto: inizio lento per le capòlista COMMENTA  

Seconda Divisione, il punto: inizio lento per le capòlista COMMENTA  

Inizia al rallentatore l’anno delle capolista della Seconda Divisione: nulla di preoccupante, almeno per il momento, anzi volendo vedere il bicchiere mezzo pieno si potrebbe pensare ad una partenza volutamente rallentata magari frutto di un duro richiamo di preparazione per reggere fino alla fine i ritmi infernali di quattro mesi con due sole soste e tanti turni infrasettimanali, in particolare nel girone B. Comunque, in una prima di ritorno ancora ricca di reti e con un solo pareggio, ha fatto impressione soprattutto il crollo del Casale: la squadra di Buglio è caduta malamente a San Marino proprio quando sembrava aver trovato la quadra anche in trasferta. Sottovalutazione dell’avversario? Difficile pensarlo visto che la squadra del Titano è di gran lunga la più in forma dell’intera Seconda Divisione, più che pronta a giocarsi le proprie carte per entrare in zona playoff pur in una stagione partita a fari spenti dopo tanti tentativi a vuoto di arpionare la promozione. Piuttosto i nerostellati hanno confermato le difficoltà nel rimontare partite che si mettono male: un limite da superare al più presto visto che nel girone di ritorno saranno in tanti ad affrontare a viso aperto i piemontesi.

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Le inseguitrici comunque ne hanno tutte approfittato, almeno due su tre: le vittorie di Treviso e Rimini, pur sofferte, ed il ko del Cuneo, riallungano le distanze tra le prime tre e le inseguitrici ma è ancora presto per parlare di corsa a tre per la promozione diretta. Prima occorre capire se e dove si fermerà la rincorsa del San Marino reduce da tre vittorie consecutive (nella foto l’allenatore Petrone). Ma se davanti i giochi sembrano fatti, ed anche in chiave playoff non dovrebbero esserci sorprese nonostante la rimonta dell’Entella peraltro distante tre punti dal sesto posto ma solo cinque dalla zona playout. E’ solo un paradosso ma serve per spiegare che il fondo classifica è un sudoku con dodici squadre racchiuse in sei punti. E pensare che per una di queste la retrocessione sarà diretta. Del gruppone fa ancora parte l’Alessandria ma il blitz in casa del Renate fa respirare Sonzogni: forse bastava solo aspettare che passasse il 2011 da incubo.

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Frenata più sostenuta quella delle prime della classe del girone B: tra le prime sei vince solo il Catanzaro, che peraltro era stata l’unica a chiudere il 2011 con una sconfitta, quella bruciante nel derby contro il Lamezia. Sorride quindi il Perugia, che anestetizza al meglio il passo falso di venerdì contro la Normanna: niente paura per Battistini, la classifica recita ancora un rassicurante +6 che però non vuol dire ancora nulla, considerato che il Grifo dovrà anche recarsi a Catanzaro. Le incertezze delle inseguitrici comunque permettono al Perugia di gestire qualche titubanza di troppo al Curi. Resta difficile pensare che gli umbri non chiudano il campionato tra le prime due visto anche lo stato di salute delle altre, dall’Aquila, cui manca sempre qualcosa per il salto di qualità, alla Paganese, la vera delusione del campionato.


La clamorosa sconfitta di Celano fa scottare la panchina di Grassadonia ma il problema sembra più grande e risiedere in un mercato convincente solo a livello di nomi ma che non ha portato giocatori animati dalla necessaria fame per primeggiare in un campionato dove agli azzurrostellati tocca sempre fare il gioco. Tra tre settimane al Torre arriverà il Perugia e per quella data la distanza sarà ancora di -9 in Umbria potranno già preparare lo spumante. Dietro alle cinque grandi comunque si fa largo il Gavorrano, anche grazie al ko del Chieti a Milazzo: la squadra di Buso dilaga ad Eboli mostrando di non essere Fioretti-dipendente. Rispetto al girone A la classifica è più sgranata: due neopromosse come Aprilia ed Arzanese veleggiano tranquille verso la salvezza mentre il colpaccio del Celano riapre la corsa-salvezza anche per la squadra di Petrelli. Gli abruzzesi sono stati gli unici a vincere tra le pericolanti insieme al Neapolis, capace di strappare tre punti vitali nello scontro diretto di Vibo.

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