Seconda Divisione, il punto: la frenata della stanchezza

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Seconda Divisione, il punto: la frenata della stanchezza

Nella settimana in cui la Seconda Divisione ha ricevuto la certezza della prossima cancellazione appena sarà esecutiva la riforma, una riflessione viene spontanea: se il torneo deve svolgersi in questo modo, con turni infrasettimanali a ripetizione, l’addio sarà meno amaro. La quarta serie 2011-2012 infatti sta sacrificando il lato tecnico a quello agonistico con partite su partite (recuperi compresi) e poche certezze, figlie di un calendario compresso per “colpa” delle quarantuno squadre presenti. Troppe. Si prenda ad esempio l’ultima giornata del girone A: non possono essere considerate casuali le sconfitte contemporanee di Casale, San Marino e Rimini ed il pareggio del Cuneo tre giorni dopo un infrasettimanale. Insomma vincerà chi sbaglierà di meno e gestirà meglio il turn over ma ad otto giornate dal termine l’incertezza è totale con almeno cinque squadre in lotta per i due posti della promozione diretta in attesa di capire se del lotto entrerà a far parte pure il Poggibonsi, che ha una partita in meno.

La “colpa” comunque è del Casale, di gran lunga l’oranico più forte ma condizionato dai problemi societari oltre che da un gioco mai convincente: solo i nerostellati possono buttare via una promozione che sembrava alla portata. Ma le squadre copertina del girone sono altre: Pro Patria e Savona. I bustocchi sono ormai vicini a festeggiare una salvezza quasi miracolosa, non certo per l’organico a disposizione di Cusatis ma per i tredici punti di penalizzazione, senza i quali la Pro sarebbe seconda. Che dire, invece, dei liguri? Se un pareggio d’oro in chiave salvezza viene regalato dal secondo gol stagionale del portiere, non c’è dietro la fortuna bensì la pasta davvero indistruttibile di cui è fatto il gruppo di Corda, gruppo che proprio in apertura di settimana ha potuto tirare un definitivo sospiro di sollievo: con l’arrivo ufficiale di Dellepiane l’incubo sparizione è definitivamente svanito. La salvezza sul campo a questo punto sembra una formalità.

Idee più chiare in un girone B che quanto a qualità è notevolmente superiore: peccato quindi per i ritmi folli che hanno già prodotto trentatre giornate in sei mesi. Le vittime della stanchezza questa volta sono la Vigor Lamezia e L’Aquila: i calabresi a Chieti hanno forse buttato via mezza promozione, inevitabile per una rosa che non può vantare le alternative di cui dispongono invece Battistini e Cozza, tecnici di Perugia e Catanzaro. Ma Costantino ed i suoi ragazzi hanno potuto esultare solo tre giorni dopo grazie al pareggio dell’Aquila che ha mancato quello che forse era l’ultima possibilità per agganciarsi al treno della promozione diretta: dopo la squillante vittoria contro il Giulianova è arrivato lo 0-0 al Fattori contro il Milazzo e recuperare otto punti al Catanzaro sembra un’impresa. Ma se i giallorossi, forti di una partita in meno, sono sempre virtualmente primi in classifica, la sofferta vittoria contro il Campobasso suggerisce di non dare nulla per scontato.

Ancor di più in zona playoff dove il colpaccio del Chieti è ammortizzato dal ritorno della Paganese, che ringrazia a distanza il Perugia corsaro a Gavorrano. Ma se per la promozione diretta la lotta sembra definita, in zona playoff regna ancora la massima incertezza almeno per gli ultimi due posti: il fatto di avere una partita in meno infatti tiene in vita le speranze di Arzanese ed Aprilia. E dopo un cuscinetto di tre-quattro formazioni ormai tranquille, comincia la lotta per la sopravvivenza da cui è escluso il solo Celano: sono in sette raccolte in dieci punti per evitare gli altri due posti che mandano in D ed i playout e tra esse c’è pure l’Ebolitana, che domenica ha mandato un segnale di vita.

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