Seconda Divisione, il punto: lotta promozione ristretta nei due gironi

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Seconda Divisione, il punto: lotta promozione ristretta nei due gironi

La tecnica, il cuore e la regolarità. Chi la spunterà? Sono le armi di Casale, Treviso e Rimini, le squadre che questa prima metà di stagione ha consacrato come le più continue del girone: in poche parole le più forti, ciascuna a proprio modo. Certo la classe dei nerostellati non ha eguali in categoria: il 3-0 di Valenza ne è l’ennesima riprova. Il derby non ha mai storia, ed il ritorno in campo con gol di Taddei, in dubbio per tutta la settimana, è la ciliegina sulla torta per Buglio, forte comunque di un organico completo in ogni reparto. La sensazione è che solo i piemontesi possano buttare via la promozione, e non solo perchè il platonico titolo di campioni d’inverno è ormai in tasca. Ma sarà lotta fino alla fine. Il Treviso perde due punti preziosi ma archivia comunque come positivo il 2-2 di Chiavari, ottenuta con una doppia rimonta coronata proprio allo scadere.

Nessuno in estate aveva chiesto ai biancoazzurri di lottare per la promozione diretta eppure il primo posto è lontano solo tre punti, uno in più del Rimini, bloccato a Ferrara dalla Giacomense ma comunque autore, da ripescato, di un super girone di andata all’insegna della continuità di rendimento.

La squadra del giorno è comunque il Poggibonsi: i toscani, indicati come una mina vagante in estate, sono stati protagonisti di troppi alti e bassi, così il netto 3-1 di Cuneo acuisce in parte i rimpianti. Ma se per la promozione diretta sembra tardi per sperare, i playoff sono più che alla portata, sebbene i contorni della zona-spareggi siano tutt’altro che definiti. La Romagna è però protagonista: grazie alla matricola Santarcangelo, di sicuro la sorpresa più grande delle prime diciotto giornate, ma pure al San Marino che, trascinato dallo scatenato Lapadula, ha ripreso a marciare dopo un avvio difficile. Chi piange è invece il Mantova, che torna a mettere in discussione Valigi, il Lecco, umiliato in casa da un Savona più forte dei guai societari, ma soprattutto l’Alessandria.

Dopo l’illusione di novembre i grigi sono nuovamente sprofondati: la sconfitta contro la Pro Patria, in una partita dal passato illustre, fa effetto non solo perchè confina i piemontesi al quart’ultimo posto ma perchè è parsa evidente la differenza di cuore e di generosità tra le due squadre. Da una parte un gruppo sopravvalutato ma anche svuotato, dall’altro una squadra che si è posta la salvezza come traguardo. Evitare i playout nonostante i tredici punti di penalizzazione sarebbe qualcosa di memorabile: come pure, per l’Alessandria, disputarli, i playout.

Un anno fa di questi tempi il Perugia già cominciava a preparare il ritorno tra i professionisti. Oggi è ancora presto per pensare alla Prima Divisione, che comunque sarebbe soltanto una tappa del percorso di rinascita, ma il titolo di Campione d’inverno è in questo caso qualcosa di più di un simbolo. Innanzitutto perchè è stato ottenuto contro un avversario di rango come la Vigor Lamezia: il 3-2 del Curi è il manifesto di un girone che, almeno per quanto riguarda le prime cinque-sei della classe, ha poco da invidiare alla categoria superiore.

Gol spettacolari, giocate extra lusso ed emozioni a non finire: alla fine sorride il Grifo, ma anche se in Calabria non ci stanno (proteste per il rigore decisivo di Clemente) la sfida ha sostanzialmente promosso anche le ambizioni dei lametini, che hanno una partita in meno ma che sono scivolati al sesto posto in seguito alla netta vittoria del Chieti a Campobasso. I neroverdi di Paolucci sono il penultimo vagone di un treno già al completo. I nomi delle promosse, direttamente e non, usciranno dal gruppo delle formazioni di testa, troppo evidente il divario rispetto alle altre.

Ecco allora venti giornate per trovare la posizione migliore, o per sorprendere: dietro al Perugia intanto sorridono tutti, da L’Aquila, che contro l’Arzanese va sotto ma esulta al 90′, fino al Catanzaro, che dopo il mercoledì di gloria in Coppa contro il Trapani ha vita facile contro il Fondi. Tutti tranne la Paganese: Grassadonia e la squadra escono delusi dal Mancini di Fano, dove non è bastato il solito gol di Orlando.

E’ evidente che qualcosa non va, rispetto alle previsioni estive: il mercato dovrà risolvere i problemi al più presto perchè il ritmo delle concorrenti è altissimo. Situazione fluida in coda, dove il turno sorride al Neapolis, giunto alla seconda vittoria su due nella gestione Ferazzoli, anche grazie al gol del “vecchio” Cariello (un gol all’esordio in A contro la Juve con la maglia dell’Ascoli nel 2005) ed alla Vibonese, protagonista di una rimonta sensazionale contro l’Isola Liri. Ciociari in crisi nera: quarta sconfitta nelle ultime cinque gare, società assente e domenica arriva il Perugia. Ci si mette pure il calendario.

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