Seconda Divisione, il punto: se le capolista si complicano la vita

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Seconda Divisione, il punto: se le capolista si complicano la vita

Da un harakiri all’altro: al Casale hanno provato a complicare la vita dall’esterno, sottoforma di imprevisti guai societari, ma c’è pure chi ci mette del proprio. Come il San Marino che dopo aver agganciato i primi posti sembra aver inchiodato: una sofferta vittoria domenica ed il brutto ko di Chiavari mercoledì sono stati forse prezzi da pagare alla lunga rincorsa ma in fondo rimanere in vetta ugualmente potrebbe essere un buon segno. Attenzione però al Cuneo che in tre giorni passa dall’Inferno al Paradiso: domenica il crollo di Mantova, tre giorni dopo la rinascita nel derby che sancisce la pericolosa crisi del Casale. Le squadre in corsa per la promozione diretta sono comunque ancora cinque, pur tra discese e risalite: oltre al Cuneo infatti salgono sull’ottovolante nache il Treviso ed il Rimini, che con una vittoria ed una sconfitta tornano comunque in piena corsa.

Ma le deluse dovranno prestare attenzione perchè da dietro Santarcangelo e soprattutto Entella fanno sul serio e sembrano avere tutte le intenzioni di allestire un playoff all’insegna delle sorprese. Quello che vorrebbe fare anche la Pro Patria ma i bustocchi, che senza penalizzazioni sarebbero primi, stanno tirando il fiato dopo la rimonta. Pericoloso ma fisiologico. Sul fondo invece sembrano vicini i titoli di coda: il gol di Dimas al 90′ regala un punto di platino al Montichiari ed affossa quasi tutte le residue speranze del Lecco.La temperatura è alta soprattutto per il playout dove sono rimaste in quattro le squadre in lizza per sfidare il Montichiari ma le azioni in risalita sono quelle del Mantova, trasformato nella testa dalla gestione Frutti, molto più di quelle di un Savona paradossalmente spompatosi dopo la soluzione della crisi societaria.

Catanzaro e Perugia, invece, dopo le vittorie in scioltezza di domenica, sembravano essersi sbarazzate della compagnia del Lamezia, fermato dal Giulianova del debuttante Marco Tosi. Niente di tutto questo: il turno infrasettimanale rimescola per l’ennesima volta le carte. Entrambe le regine si salvano solo in pieno recupero ma non sorridono: in particolare i giallorossi, che a Gavorrano (30 gol e record di Riganò eguagliato per Fioretti) perdono il primato e rischiano di presentarsi solo a +1 sui cugini, capaci di rendere amaro il debutto di Aldo Papagni sulla panchina dell’Aquila. Mancano ancora due giornate all’inizio di quel mini-girone all’italiana che il calendario ha curiosamente riservato per gli ultimi due turni. Tutto può succedere ma il fatto di dover ancora giocare con entrambe le rivali lascia quasi intatte le speranze della squadra di Costantino, che però potrebbe pagare cara la disabitudine a certi incontri da dentro o fuori.

Quella che servirà nei playoff per chi dovrà fare i conti con il lanciatissimo Chieti, ormai qualificato a differenza dei cugini dell’Aquila: l’esonero di Ianni non ha risolto tutti i problemi e quel turno di riposo in arrivo rischia di costare carissimo.

Ma un anno dopo un girone-farsa, con una sola retrocessione decisa con largo anticipo (ma il Catanzaro fu poi ripescato per i guai del Pomezia) oggi a stupire maggiormente è l’orgoglio del Celano: la squadra di Facciolo ha battuto anche il Fondi tornando a coltivare una piccola speranza e tenendo vivo il fondo classifica. L’impresa è ancora disperata per gli abruzzesi ma i risultati del mercoledì, quando i marsicani hanno dovuto riposare, tengono vivo il sogno nonostante i sette punti da recupare pur con un calendario non impossibile: il segnale è comunque incoraggiante, soprattutto in tempi come questi in cui emergono storie nauseabonde su squadre retrocesse che si “vendono”.

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