Seconda Divisione, il punto: volata a cinque nel girone A COMMENTA  

Seconda Divisione, il punto: volata a cinque nel girone A COMMENTA  

Cinque per sette. Nessuna tabellina o offerte da supermarket, quanto la semplice conta delle squadre in lotta per la promozione diretta in Prima Divisione a 630′ dalla fine del girone A di Seconda. Un risultato eccezionale, che ha pochi eguali nella storia recente dei campionati di quarta serie, e superiore alle aspettative dei massimi dirigenti della Lega Pro soprattutto dopo un’estate di emergenza in cui erano stati assemblati gironi di Seconda improvvisati. Nè può rappresentare una diminutio il fatto che due su cinque siano neopromosse, a cui va aggiunta una ripescata. Molto del proprio però ce l’hanno messo le vere favorite: a partire dallo stesso Casale, che si trova sì in testa ma che continua a sbuffare e soffrire troppo per l’organico a disposizione. Colpa dei noti guai societari ma intanto da mercoledì, quando si è finalmente completata la serie di recuperi, la squadra di Buglio non è più sola in testa dovendo condividere il primato con il San Marino, peraltro deluso dallo 0-0 nel recupero contro la Giacomense che ha tolto alla squadra di Petrone la possibilità di volare in testa da sola.


Braccino corto prim’ancora di salire in vetta? Forse, ma nella sostanza si tratta di un passo falso piuttosto pesante, prontamente sfruttato da Rimini e Treviso ora a tre e quattro punti dalla coppia di testa. In mezzo, però, c’è il Cuneo, forse la squadra più in fortma del momento: dopo la goleada di, infatti, è arrivato il colpaccio di Chiavari, domenica scorsa. Un segnale chiarissimo mandato dalla squadra di Rossi che sembra aver imboccato la strada della continuità. E mentre il Poggibonsi crolla con il suo presidente, per completare il gruppo delle favorite manca solo l’Alessandria: i grigi comunque stanno arrivando e, dopo il 2-0 al Savona, sono ad appena tre punti dai playoff. Un potenziale cliente scomodissimo per le tre deluse dalla lotta al primo posto. Si va piano invece sul fondo: così piano da indurre il Montichiari ad esonerare per due volte lo stesso allenatore (povero Ottoni) ed al Lecco di tornare a sperare. Modica ha riacceso la luce di un organico che dovrebbe stare ben più su ed ora tutto è possibile.


Un pò come nel girone B dove è attesa per domenica una svolta fondamentale: vincendo il derby di Vibo, infatti, il Catanzaro, pur non brillante nello 0-0 contro l’Aquila, scavalcherebbe il Perugia, fermo per il turno di riposo.

E con i sei punti in più degli scontri diretti sarebbe davvero un primato pesante a sei giornate dalla fine e con Perugia-Lamezia (ma anche l’altro derby di Calabria) ancora in calendario.

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Ma per una squadra che sta per spiccare il volo ce ne sono altre che non si accontentano: dalla Paganese, che non riesce neppure a vincere il derby contro l’Ebolitana dovendo ancora mettere al sicuro il posto nei playoff, fino al Fano che pensa bene di esonerare il tecnico che non perdeva dal 12 febbraio e ingaggia Karel Zeman. Stranezze di un campionato che viaggia a due velocità tra dirigenze che navigano in buone acque ed altre che non vedono oltre il presente. Tra queste c’è il Melfi, ancora in cerca della salvezza: Rodolfi lascia per problemi famigliari, al suo posto ecco Leo Bitetto, esperto di salvezze e promozioni. Nessuno molla neppure a Celano: ma gli abruzzesi non vogliono mollare e con due vittorie in tre giorni hanno riacceso una speranza di salvezza comunque remota visti i sette punti da rimontare ed il turno di riposo da effettuare. Una bella risposta ai “pericolosi” finali di stagione tipici della Lega Pro.

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