Ségolène Royal contro la Nutella: cambia il clima, non mangiatela più

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Ségolène Royal contro la Nutella: cambia il clima, non mangiatela più

Dalla Francia arriva un attacco a uno dei prodotti italiani più diffusi al mondo: la Nutella.

L’appello è chiarissimo: non mangiatela più, perché, per farla, si abbattono gli alberi, contribuendo ai cambiamenti climatici.

A capo della crociata c’è la ministra dell’ecologia di Parigi, la socialista Ségolène Royal, già candidato alla presidenza nel 2007, sconfitta da Nicolas Sarkozy. Lunedì sera, ospite della trasmissione «Petit Journal» su Canal Plus, ha lanciato la sua campagna anti Nutella: “Non bisogna mangiarla, perché si tratta di olio di palma, che ha sostituito gli alberi. E dunque ci sono stati dei danni considerevoli”.

Fra le cause della deforestazione c’è l’utilizzo dell’olio di palma, che è contenuto nella Nutella, pertanto quest’ultima è fra le cause della deforestazione. Questo il pensiero della ministra, sostenuto da alcune associazioni francesi, secondo le quali l’olio di palma sarebbe responsabile, ad esempio, del 90% della deforestazione in Malesia.

Alla Royal risponde subito, via Twitter, l’omologo italiano Gian Luca Galletti: “Ségolène Royal sconcertante: lasci stare i prodotti italiani. Stasera per cena… pane e Nutella”.

Più articolata la replica della Ferrero: “i prodotti Ferrero sono realizzati facendo uso esclusivo di olio del frutto di palma certificato al 100% come sostenibile e segregato, secondo quanto previsto per la catena di approvvigionamento dalla Tavola Rotonda sull’Olio di Palma Sostenibile (Roundtable on Sustainable Palm Oil – Rspo), con un anno di anticipo rispetto alle tempistiche originariamente previste. Ma la responsabilità sociale di Ferrero in materia non si esaurisce con la certificazione: l’impegno del Gruppo continua con il proprio ‘Palm Oil Charter’, lanciato nel 2013, per contrastare le cause principali della deforestazione e arrivare ad un equilibrio ottimale tra il rispetto dell’ambiente, bisogni delle comunità e benefici economici”.

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