Segregata in casa e stuprata, l’incubo di una ragazza di 23 anni COMMENTA  

Segregata in casa e stuprata, l’incubo di una ragazza di 23 anni COMMENTA  

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E’ stata segregata in casa per mesi, costretta ad avere rapporti sessuali non consenzienti e impossibilitata a contattare la sua famiglia. E’ l’incubo vissuto da una ragazza di 23 anni il cui aguzzino è il fidanzato, di 13 anni più grande di lei, del quale si era innamorato ma che ha trasformato la relazione in una vera e propria prigionia.

Per cinque mesi la giovane è stata costretta a rompere ogni rapporto con la famiglia e uscire. Il suo aguzzino è il 36enne pluripregiudicato Giuseppe Lella, oltre a una complice che viveva con la coppia.

La storia è ancora da confermare nei dettagli ed è venuta alla luce quando la ragazza, nel febbraio scorso, è riuscita a fuggire dai presunti carcerieri durante un ricovero in ospedale per una minaccia di aborto.

Era infatti incinta e ha deciso di portare a termine la gravidanza. I due sono stati arrestati dai carabinieri di Cassano delle Murge, in provincia di Bari, con l’accusa di sqeustro di persona in concorso.

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La ragazza è invece tornata a casa: ha raccontato che gli abusi sarebbero avvenuti tra settembre 2013 e febbraio 2014, quando erano andati a vivere insieme. Ma sarebbe stata costretta a vivere in una vera e propria condizione di segregazione. “Mi costringeva ad avere rapporti sessuali anche mentre piangevo – ha raccontato agli investigatori – e mi trattava come un pupazzo”. Le indagini sono in corso.

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