Sembra salvo il Teatro dell’Opera di Roma COMMENTA  

Sembra salvo il Teatro dell’Opera di Roma COMMENTA  

opera-romaDopo l’ultimo vertice (ieri pomeriggio) tra Sindacati, Sovrintendenza e Comune, sembra finalmente essere scongiurato il pericolo liquidazione per il primo teatro di lirica della Capitale. Le tre firme sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno firmato l’accordo; all’appello manca soltanto la Fials, ma già così la stragrande maggioranza dei lavoratori condivide il piano. A conferma di questo, i sindacati faranno un referendum tra i lavoratori, in modo da rendere la decisione più condivisa e sentita possibile.


L’accordo predispone un investimento del Comune sul Teatro di 16,5 milioni, indica un calendario per la definizione della nuova pianta organica e la possibilità di aprire tavoli di dialogo con i lavoratori, oltre che riconoscere la validità formale del referendum tra di loro.


Dopo le parole dure dei giorni passati verso i sindacati, anche il sindaco Ignazio Marino si è detto “soddisfatto della posizione assunta dalla maggior parte delle sigle sindacali”. Il referendum, il cui esito varrà per tutti,  è previsto per la fine della settimana; se positivo, per il 25 settembre verrà definita una pianta organica per il Teatro. Tutto sembra mettersi bene per il Teatro capitolino, auspicando così in un rilancio del suo ruolo nazionale e internazionale.


 

 

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