Senato: clamorosa protesta dei commessi della Buvette

Cronaca

Senato: clamorosa protesta dei commessi della Buvette


Senato: clamorosa protesta dei commessi della Buvette
Durante la discussione della nuova manovra economica del governo Monti, una trentina di camerieri di palazzo Madama hanno occupato il ristorante dei senatori

Dopo le proteste anti-casta sono aumentati i prezzi
e le sedie rimangono vuote. Licenziamenti in arrivo

La PROTESTA – ‘Clienti in calo, rischiamo il posto‘. Davvero clamorosa la protesta di una trentina di dipendenti del ristorante di palazzo Madama. Dipendenti che, ieri pomeriggio, mentre in aula si accendeva il dibattito sulla manovra economica varata dal governo Monti, hanno occupato in maniera simbolica il ristorante dei senatori.

A far scattare la protesta senza precedenti di un picchetto di protesta nel cuore di palazzo Madama sono state le nove lettere di licenziamento cadute sul capo di sei camerieri, due cuochi e uno degli addetti alla Tabaccheria (che si trova sempre all’interno del Senato) e recapitate loro da parte della Gemeaz Cusine, che è la società appaltatrice, da diverso tempo, di tutti i servizi di ristorazione del Senato.

‘Non ci muoviamo di qui finché non avremo una risposta’, dice duro all’inizio della occupazione uno dei commessi. ‘Abbiamo avvertito il presidente Schifani e i questori». L’occupazione, che in serata è stata derubricata a normale assemblea sindacale dagli stessi lavoratori e dall’ufficio stampa del Senato fa subito il giro di tutti i siti Internet Facebook e Twitter.

La protesta nasce dal ridimensionamento del personale deciso dalla Gemeaz Cusine e la decisione sembra essere una diretta conseguenza della progressiva e drastica riduzione dei coperti serviti, a pranzo e a cena, dal ristorante di palazzo Madama.

Coperti che si sarebbero ridotti all’improvviso causa improvviso aumento dei prezzi. I prezzi del ristorante del Senato, infatti, sono lievitati sensibilmente subito dopo che, la scorsa estate, molti organi di stampa e moltissimi siti Internet si sono occupati in più puntate dei menù di palazzo Madama.

Le portate
Alla Buvette un filetto di orata in crosta di patate, 5,23 euro; carpaccio di filetto con salsa al limone, 2,76. Questo prima della cura. Perché dopo lo scoppio delle polemiche, con tanto di pubblicazione on line del menù a prezzi letteralmente politici dei senatori e relative polemiche anti-casta, il Senato è corso ai ripari disponendo un brusco adeguamento dei prezzi ai livelli medioalti di mercato.

Passando quindi a una bistecca di manzo a 17 euro, un contorno di patate 10 euro. Eliminate dal menù le pietanze più care, dal filetto alla tagliata di tonno arrivate a 25 euro. I prezzi, decisamente alla mano e molto convenienti per chi poteva usufruirne (senatori, ospiti, i funzionari del Palazzo e i giornalisti accreditati), da settembre sono stati quintuplicati.

Da qui prima la drastica riduzione degli avventori del ristorante e ora, per la Gemeaz, la necessità di ridurre il personale. Così ieri tutti e trenta i dipendenti hanno prima occupato e dopo essere stato chiamato il direttore commerciale della Gemeaz per trovare una soluzione, almeno temporanea, si è entrati in assemblea sindacale.

In serata il ristorante del Senato riapre regolarmente alle 19,30 in punto, ad assemblea finita. ‘Più che di una occupazione – spiegano i camerieri in livrea – si è trattato di una normale assemblea negli ambienti del ristorante mentre era chiuso’.

La ditta – dicono i lavoratori – ha chiesto una rescissione consensuale del contratto con il Senato. La Gemeaz ha chiesto la cassa integrazione, ma Cisl e Cgil (i due sindacati presenti nella società), non sono d’accordo.

E sono arrivate le lettere di licenziamento – spiegano camerieri, cuochi e commessi. I lavoratori, insomma, sono riusciti ad aprire un primo tavolo di trattative, ma subito dopo il Senato prova a chiudere il caso: ‘Con la Gemeaz – recita una nota – è in corso una trattativa per la risoluzione consensuale del contratto. Il destino dei lavoratori impiegati e le loro legittime esigenze sono al centro delle preoccupazioni del Senato’.

La Buvette
E’ una spaziosa sala Marucelliana, con la volta a figurine e fregi in stucco chiaro, eseguiti nel 1931; sulla parete prospiciente il bancone del bar (sul quale è una statuetta/fontana di Vincenzo Gemito, 1852-1929) figura un bellissimo arazzo mediceo del secolo XVI, con grande stemma e larghe bordure, proveniente dagli Uffizi di Firenze. Le altre pareti ospitano due nature morte di Luciano Ventrone: La Pausa (2002) e Il ritorno di Ulisse (2002).

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