Senato federale, vince l’asse Pdl-Lega: Palazzo Madama approva l’emendamento del Carroccio

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Senato federale, vince l’asse Pdl-Lega: Palazzo Madama approva l’emendamento del Carroccio

ROMA – Sembrava che la bocciatura in Commissione dell’emendamento Lega riguardante il Senato federale avesse già spezzato il neo asse Pdl-Carroccio. Invece, dal Senato arriva il primo sì che ribalta il testo “Abc”della maggioranza approvato in Commissione.

Palazzo Madama ha approvato mercoledì, con 153 sì, 136 no e 5 astenuti, la nuova versione del Senato federale voluto dalla Lega. A votare a favore, oltre al nuova/vecchia alleanza fra Lega e Pdl, anche Coesione Nazionale. A votare contro, e ad accogliere con veementi proteste il risultato dello scrutinio, sono stati Pd, Idv e Terzo polo, nonché tutti gli altri gruppi politici. Da parte loro si è levata l’accusa di scambio politico tra Lega e Pdl: non è un mistero che il rinnovato accordo tra Carroccio e berlusconiani sia basato su un doppio accordo reciproco, ossia Senato federale per il Carroccio e semipresidenzialismo per i pidiellini.

L’emendamento, firmato da Roberto Calderoli e Sergio Divina, riscrive l’articolo 57 della Costituzione: abbassa a 250 il numero dei senatori, aggiungendo a questi 21 rappresentanti regionali e abolendo senatori eletti all’estero.

I rappresentanti regionali non sono considerati membri del Parlamento e non ricevono, quindi, l’indennità parlamentare.

Il relatore del ddl, Carlo Vizzini, ha mantenuto la sua promessa di dimissioni in caso di approvazione dell’emendamento Lega, anche se avverte che «bisogna vedere se reggerà alla Camera». Vizzini fa suonare anche un campanello d’allarme per il centro sinistra e lo stesso Governo Monti: «È cambiata la maggioranza».

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