Sentenza Garlasco: Stasi uccise Chiara perché pericolosa

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Sentenza Garlasco: Stasi uccise Chiara perché pericolosa

Uccisa a venticinque anni dalla persona che in quel momento più le stava vicino, il suo fidanzato. Sono trascorsi sette anni ormai dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco, nella casa in cui la ragazza viveva con i genitori. I giudici del processo di Appello-bis hanno pronunciato il loro verdetto: dopo due assoluzioni, l’ex studente della Bocconi Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni. I giudici hanno ritenuto che il ragazzo abbia ucciso la fidanzata perché considerata “pericolosa”. Anche se il movente dell’uccisione resta di fatto ancora oscuro, secondo i giudici la povera Chiara era diventata una presenza scomoda e pericolosa, per questo da eliminare. E così ha fatto Stasi, dopo di che ha cercato in tutti i modi di sviare le indagini.

La condotta da lui tenuta, si legge nel documento che riassume la sentenza, è stata fuorviante e finalizzata ad allontanare i sospetti da lui. D’altronde lui si è sempre mostrato come un ragazzo perbene e uno studente modello.

Forse Chiara ha visto qualcosa che non doveva vedere, forse aveva scoperto la passione di Stasi per la pornografia. Una cosa è certa: Chiara era inerme di fronte all’assassino, non ha opposto resistenza, poi lui l’ha scaraventata giù per le scale eliminandola senza alcuna pietà.

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