Senzatetto diventano “Hotspot” e sul web parte la polemica COMMENTA  

Senzatetto diventano “Hotspot” e sul web parte la polemica COMMENTA  

La storia comincia con un’idea del Lab BBH, il laboratorio dedicato all’innovazione di un’agenzia di marketing newyorkese che ha reclutato poco più di 10 homeless/clochards/senzatetto (a seconda del grado di esterofilia nel sangue),  facendo di loro dei contractors pagati per portare in giro un segnale wi-fi nelle zone più affollate di navigatori. Il salario a guardar bene fa concorrenza a quello di un contratto part-time in un call-center italiano, e consiste in 20 dollari al giorno (contando che non lavorino e vengano pagati almeno 5 giorni su 7 ci aggiriamo intorno ai 400$ al mese) più mance, ovviamente pagate tramite paypal. Un’iniziativa elogiata dai direttori dei dormitori, dai senzatetto e dagli ideatori. Buona parte del mondo giornalistico e intellettuale si è invece scagliato contro questo “sfruttamento” della condizione umana.


 Tim Carmody, Wired, paragona l’idea alla “modesta proposta” di Swift (in un articolo satirico l’autore dei Viaggi di Gulliver proponeva come cura per il sovrappopolameto irlandese il cannibalismo).

La studiosa di teologia Susan Brooks Thistlethwaite ha attaccato invece dalle pagine del W. Post: “E’ inaccettabile la trasformazione dell’essere umano in pura infrastruttura tecnologica”.


La Stampa di Torino si interroga sulle possibili conseguenze a lungo termine.

Non ci sentiamo in grado di elevarci al di sopra di queste voci e dare giudizi, ma sappiamo che, questa sera, 13 persone mangeranno meglio. E che per avere avuto tale fortuna queste 13 persone non avranno ucciso o rubato, ma lavorato.


Più lavoro, più sicurezza ed efficienza delle reti. Non una di queste cose è stata fatta in 20 anni di governo, da noi.

Vittorio Nigrelli

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*