Serie A, classifiche a confronto: si allungano le distanze COMMENTA  

Serie A, classifiche a confronto: si allungano le distanze COMMENTA  

Com’è difficile essere in attivo! Il grido di dolore lanciato dai presidenti di Serie A, alle prese con bilanci sempre più sofferti e dipendenti dagli introiti dei diritti televisivi, può essere facilmente esteso anche al confronto con la classifica dello scorso campionato di Serie A dopo sedici giornate: balza all’occhio infatti come siano appena quattro le squadre in grado di esporre un bel segno più nel parallelo rispetto a fine 2010. Un dato esemplificativo di un torneo in progresso, seppur lento, dal punto di vista tecnico: il famoso livellamento insomma sembra essere verso l’alto. Non illudiamoci troppo, la strada da fare è ancora molta (e riconquistare il quarto posto-Champions appena perso non sarà possibile almeno per il prossimo biennio) ma intanto coccoliamoci la Juventus, l’unica squadra imbattuta dei principali campionati europei. L’armata di Conte ha già fatto meglio di quella, poi spazzata dai noti fatti, della gestione Capello oltre che delle versioni targate Lippi, che al massimo (stagione 1997-’98) rimase senza sconfitte per quattordici giornate.

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Eppure sono soltanto quattro i punti in più che la Juventus può vantare rispetto al 2010 quando la banda di Delneri cominciò proprio in inverno il suo crollo verticale: un anno fa la Juventus era seconda a quota trenta punti, a meno sei dal lanciatissimo Milan che quindi oggi ha due punti in meno dello scorso campionato, una differenza non certo imputabile al pessimo inizio di stagione visto che la stessa cosa accadde lo scorso anno. Ma il saldo positivo più evidente è quello dell’Udinese che ha oggi ben nove punti in più rispetto al 2010-2011: bene anche il Catania, +4 come la Juve mentre il Parma ha un risicato +1. Per le altre quattordici formazioni il piatto piange, soprattutto per Palermo (-5) ma soprattutto Lecce e Napoli (-6). Curioso notare come ben quattro squadre, Lazio, Genoa, Chievo e Cesena, hanno gli stessi punti di un anno fa. Ma statistiche a parte un anno dopo la classifica appare molto meno corta, proprio a causa della flessione del ceto medio: se dopo la 16° del 2010 tra il secondo ed il sesto posto c’erano appena quattro punti oggi la distanza è raddoppiata. “Colpa” appunto della flessione del Napoli, di cui ha saputo approfittare al momento solo l’Udinese.

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Ma se le prime corrono di più, dietro si segna il passo: le terz’ultime, infatti, ovvero la coppia Novara-Cesena, a tre giornate dalla fine dell’andata hanno totalizzato appena dodici punti, tre in meno di quelli dello scorso anno.

Un dato apparentemente minimo ma che lascia prevedere come la quota salvezza quest’anno dovrebbe essere più bassa: una lotta che dovrebbe coinvolgere anche un numero molto ristretto di squadre al contrario dello scorso campionato quando nelle battute conclusive quasi metà campionato era ancora con il fiato sospeso.

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Improbabili per non dire impossibili crolli tipo-Sampdoria la sensazione è che per le ultime cinque non sarà facile allargare lo spettro delle pericolanti. Salvo smentite, quindi, le emozioni primaverili dovrebbero registrarsi tutte in vetta.

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