Serie A: i voti del calciomercato di gennaio

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Serie A: i voti del calciomercato di gennaio

Atalanta 6: la squadra, penalizzazione a parte, ha volato per un mezzo girone prima di un fisiologico calo, anche psicologico. Il gruppo andava solo ritoccato allungando la rosa: missione riuscita solo in parte e rovinata dal pesante addio di Padoin, peraltro (forse) strapagato.
Bologna 6.5: mercato intelligente e di prospettiva. La salvezza è ancora da conquistare, ma anche per demeriti altrui non sembra impossibile. Giusto allora lavorare anche per il futuro: Riverola e Belfodil sono colpi interessanti, Sorensen un buon investimento mentre per l’immediato Rubin va più che bene.
Cagliari 7: Cellino durante il dicembre nero aveva promesso un acquisto per reparto. Missione quasi riuscita perché la difesa è rimasta immutata, ma era il reparto che funzionava meglio. Dessena e Pinilla assicurano corsa, qualità e gol per una salvezza tranquilla. Ed a giugno, con la cessione di Nainggolan, si finanzierà il mercato estivo…
Catania 5.5: mercato condizionato dall’affare-Lopez che si è prolungato troppo a lungo.

Alla fine la sessione è stata in tono minore e con colpi non da Lo Monaco: da Ebagua, una scommessa per la Serie A, all’arrugginito Motta. Intrigante ma pericolosa la scommessa-Carrizo, ma la salvezza non dovrebbe essere in discussione.

Cesena 6.5: il presidente Campedelli non rinuncia alla grandeur. Pellè? No, grazie, meglio Iaquinta. Eder se n’è andato? Ecco Santana. Sulla carta il tridente è da favola benché stagionato e con pesanti interrogativi sul piano fisico. La conferma di Parolo è una garanzia, ok Moras in difesa. Peccato per Cazzola.
Chievo 5.5: ambiente turbolento, tarlo-scommesse all’orizzonte. Momento difficile per i clivensi ed il ds Sartori segna il passo: Morimoto è saltato all’ultimo, Bianchi è rimasto un sogno e Dainelli non sembrava una priorità in un reparto già fornito. Mesi di passione in arrivo?
Fiorentina 6: la beffa El Hamdaoui rovina una sessione sofferta ma che aveva almeno fruttato un colpo per l’immediato, Amauri, ed un per il futuro, Hegazy, oltre ad Olivera.

Non è comune vedere Corvino sconfitto in extremis per banali motivi ma è lo specchio delle difficoltà della società. Ed il prossimo mercato potrebbe farlo un nuovo ds, che comincerà vedendo sfilare via Montolivo.
Genoa 7: i soliti movimenti vorticosi e quasi contraddittori, ma alla fine Preziosi sembra aver migliorato il prodotto. Ecco infatti una rosa adeguata per il progetto tattico del nuovo allenatore: Roger Carvalho e Biondini sono garanzie anche per il futuro ma forse si è sottovalutata la difesa, rinforzata in extremis con il solo Roger Carvalho. Fine stagione tranquillo, poi altra rivoluzione?
Inter 6: difficile dare una valutazione oggettiva, come è difficile commentare l’addio a Motta. Dal punto di vista economico è un affare perché il giocatore non sembra valere la cifra spesa dal Psg ma dal punto di vista tecnico il vuoto è evidente. Palombo non sposta certo i valori e Guarin è attualmente un’incognita. Le scelte sono state orientate verso il 4-3-1-2 ma Sneijder è un separato in casa.

Juan è un mistero, male non mandarlo a giocare.

Juventus 6.5: un mercato oculato pur senza guizzi, quanto era necessario per provare a condurre a termine una stagione sopra le aspettative. Il minimo comune denominatore è duttilità, la parola preferita nel calcio totale di Conte. Il più convincente dei tre rinforzi è Caceres, preziosissimo jolly al pari di Padoin. E’ chiaro che Nainggolan sarebbe stata un’altra cosa ma l’impresa era impossibile. Borriello utile ma destinato all’usa e getta.
Lazio 4.5: tanto va la gatta al lardo… Questa volta Lotito è rimasto tradito dal tempo: al presidentissimo piace agire nei minuti finale ma ha fatto male i conti. Sfumato Honda, imprendibile Nilmar, il peso dell’attacco è rimasto sugli “attempati” Klose e Rocchi. Ok le uscite, da Carrizo a Del Nero fino a Cissè ma la rosa è troppo ristretta e Candreva servirà a poco.
Lecce 6.5: considerando le premesse, ovvero una società che non c’è, l’oscar del mercato va al ds giallorosso Osti.

Sei arrivi tutti pronti subito per dare l’assalto alla salvezza: inevitabili gli addii dolorosi come Ferrario, Mesbah ed Olivera, ma ora la rossa è più qualitativa. Punto interrogativo in attacco: ceduto Pasquato perché acerbo, forse Bojinov è una scommessa troppo azzardata.
Milan 5.5: mercato tappabuchi per tamponare gli infortuni in attacco, e nel complesso deludente. Soprattutto in attacco dove se lo scopo era staccarsi dall’Ibra-dipendenza (davanti segna solo lui), la scelta Lopez non è certo la migliore. Non resta che sperare, paradossalmente, nel ritorno efficiente di Pato. Mesbah e Muntari? Profilo troppo basso.
Napoli sv: qualcosa si è inceppato, per non dire rotto. L’affare Vargas, inutile per l’immediato, non è stato gestito da Bigon, che sembra prossimo all’addio come si evince da una sessione all’insegna del totale immobilismo. E pensare che la rosa è tremendamente ristretta…
Novara 6: se sarà retrocessione non potrà che essere colpa di un’estate inspiegabile, durante la quale è stata confezionata una rosa da categoria inferiore.

Inevitabile quindi la rivoluzione: Caracciolo e Mascara sono ok, il resto molto meno. Rinaudo non convince, Jensen non gioca da mesi. La rosa non sembra in grado di garantire trenta punti in un girone.

Palermo 6.5: colpi per il presente (Donati) e per il futuro (Nicholas Viola e forse pure Viviano). Per essere l’unica squadra senza un “vero” ds (Cattani ci scuserà) il bilancio è positivo dopo gli errori dell’estate. I dubbi però rimangono in attacco dove si è attaccati alla vena di Miccoli ed alla salute di Budan. Vazquez e Mehmeti? Due (belle) scommesse.
Parma 6: difficile comprendere l’acquisto di Jonathan quando in rosa si ha già Zaccardo, ed Okaka è una scommessa. I ducali ancora una volta non convincono salvandosi a metà solo con l’acquisto di Ferrario. Le lacune di qualità in mezzo al campo sono rimaste.
Roma sv: in cassa non c’è un soldo in attesa della resa dei conti tra soci nuovi e vecchi. Così si è lavorato solo in prospettiva con Lopez e Ferrante. Marquinho non è un fenomeno ma potrà essere utile. Incredibile la gestione del caso-De Rossi, da oggi libero di firmare per altri.
Siena 5.5: che Perinetti pensi già al Palermo? Dov’è finito il bravo, vecchio dirigente di una volta? Dopo un’estate deludente pure a gennaio è tempo di nozze con i fichi secchi per Sannino che si deve accontentare di Bogdani (non esattamente un bomber). Salvezza col brivido?
Udinese 5.5: quattro acquisti, tre dei quali come sempre sconosciuti, ma solo per ora. Oculatezza, ma anche qualche errore di strategia: Pazienza si è già dimostrato utilissimo ma andava preso prima e davanti è impossibile sperare di gestire due competizioni con due giocatori. Anche i bravi sbagliano…

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