Serie A, il punto: due corse aperte. Ed una quasi chiusa COMMENTA  

Serie A, il punto: due corse aperte. Ed una quasi chiusa COMMENTA  

Hanno segnato quasi nello stesso minuto, e come coincidenza non è affatto male: per i nostalgici, coloro che si rifiutano di accettare il tempo che passa, ma pure per i semplici calciofili che hanno seguito in tv un turno infrasettimanale carico di emozioni. Alex Del Piero e Francesco Totti hanno realizzato insieme appena sette gol in questo campionato ma quelli dell’11 aprile potrebbero valere doppio: da una parte un sogno scudetto che si rafforza ogni giorno di più, dall’altro la possibilità di continuare a lottare per il terzo posto in un finale di stagione che s’infiamma in testa come in coda. E tra dieci giorni saranno di fronte in una sfida ad eliminazione: chi perderà rischia di scendere dalla giostra. Se risposta doveva arrivare al Milan, la Juventus ha scelto quella più beffarda: un tempo di strapotere, poi il pareggio di Mauri che ha riacceso le speranze rossonere prima che Pinturicchio avvicinasse sensibilmente il triangolino tricolore alle casacche juventine. Nulla da fare: da una parte una squadra claudicante come il Milan, che tira avanti con cuore ed esperienza, dall’altra la fame e la freschezza di una Juventus che supera anche il penultimo ostacolo e vede ormai vicino il trionfo.


La squadra di Conte non ha avvertito alcuna pressione, almeno nel primo tempo, spazzando via per dinamismo e numero di occasioni un avversario parso piccolo piccolo eppure terzo in classifica ma in un campionato che comincia ad assomigliare a quello spagnolo, con le prime due a fare corsa a sè. Il Milan può gettare la spugna? Ancora no, comunque: per farlo aspetti almeno dieci giorni e l’impegno della Juve contro la Roma. Se i giallorossi saranno dominanti come successo contro l’Udinese allora allo Juventus Stadium potrà ancora succedere di tutto, soprattutto se la Juve si farà prendere dalla frenesia vista nel secondo tempo contro la Lazio. Ma in Via Turati è bene che non si facciano illusioni visto che anche il loro calendario, sulla carta più semplice di quello della Juve, potrebbe essersi complicato per i risultati della serata. In che modo? Parte tutto da Catania dove il Lecce ha ribaltato il risultato nel finale regalandosi molto più di una speranza di salvezza, almeno sul campo: molto si discuterà delle distrazioni del Catania, che subisce il raddoppio con un giocatore di movimento tra i pali per l’espulsione di Carrizo, ma la verità è che il Lecce del 2012 non solo non meriterebbe la retrocessione ma viaggia su ritmi da Europa alzando a dismisura una quota salvezza che rischia di sfiorare quota 45 punti.


A tremare allora sono in tante: dal Cagliari, che esce sconfitto dal posticipo e che dovrà affrontare l’ulteriore insidia chiamata campo neutro, ma soprattutto la Fiorentina, che si riferma contro il Palermo, ed il Genoa, paralizzato dalla paura contro il Cesena ed ora solo a +2 sui salentini.

E sabato Malesani farà visita al Milan: come dire rischio terz’ultimo posto incombente visto che il Lecce se la vedrà con un Napoli in crisi profonda.

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I partenopei subiscono contro l’Atalanta la terza sconfitta consecutiva, mai successo nella gestione Mazzarri: la squadra è in chiaro deficit atletico, la panchina si è riscoperta corta ed il pubblico è divenuto troppo esigente. Eppure le speranze di terzo posto sono ancora in piedi: merito del ko della Lazio che rilancia anche l’Inter. Sono sei i punti di ritardo dai biancocelesti della squadra di Stramaccioni, ancora troppo tremebonda nel gioco per poter ambire alla salvifica continuità. Per tornare a sperare insomma ai nerazzurri sembrerebbe avere il passo delle squadre più in forma: Juventus e Lecce.

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