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Serie A, il punto: due duelli infiammano le ultime giornate

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Serie A, il punto: due duelli infiammano le ultime giornate

Una giornata in più che se ne va. Antonio Conte cancella un’altra tappa del countdown verso lo scudetto ma quanta fatica imprevista per “liberarsi” del Cesena: come un doppiato di un Gp insensibile all’ideale bandiera blu, la squadra di Beretta ha opposto la massima resistenza possibile ai futuri Campioni d’Italia, salvo arrendersi nel finale. Tutto più o meno come previsto, senza per questo avanzare sospetti. Così il Milan scopre tutto il fiele del ritorno alla vittoria contro il generoso ma sfortunato Genoa. Tre punti erano e tre punti rimangono a 360’ dal termine: nessuno può più avere dubbi sull’esito finale e le difficoltà incontrate dai bianconeri al Manuzzi sono figlie di un minimo di braccino corto, della comprensibile stanchezza ma pure dell’assenza di un vero risolutore in rosa (appunti per il mercato estivo) che possa aprire le difese a doppia mandata. Quello che il Milan ha ma Ibrahimovic sembra stanco e demotivato quindi il ritorno di Boateng più che a tenere vivo il sogno serva come memento in vista del mercato perché liberarsi del Principe per fare cassa non sembra essere la più brillante delle idee.

Ma il lungo duello al vertice deve fare riflettere: la distanza dalla terza sta diventando troppo elevata e l’imbattibilità della Juve non può non ricollegarsi al valore tecnico in picchiata del campionato.

Così per un duello che va a concludersi, eccone altri due che stanno per ravvivare le ultime due settimane di stagione. A cominciare da quello Genoa-Lecce per evitare l’ultima retrocessione in B: le vittorie di Parma, Cagliari e Fiorentina infatti mettono al riparo da sorprese le tre formazioni e fanno scontenti tanto De Canio quanto Cosmi perché, è noto, sul fondo più si è e meglio si sta per togliere punti alle rivali ed evitare partite morbide. Calendario alla mano sembrano sorridere di più i salentini ma quanto visto a Milano dà speranza al Grifone. E pure in zona Champions si profila un duello: perché è vero che lo scivolone della Lazio a Novara tiene teoricamente in corsa il trenino a cinque vagoni ma uno sguardo a condizione fiisca e psicologica lascia pensare ad un duello Inter-Napoli con gli azzurri favoriti rispetto ad una Roma in caduta libera dal punto di vista mentale e ad una Lazio stanca e costretta a pagare il conto della rosa ristretta proprio in extremis.

Attenzione però ad Udinese-Lazio di domenica sera: è un autentico spareggio, chi vince potrà sperare ancora.

A Lecce Mazzarri sembra aver ritrovato la sua squadra calatasi immediatamente nel nuovo 3-5-1-1 ed il ritorno di Lavezzi non potrà che fare bene ad un gruppo tornato in perfetta sintonia tra gambe e testa. Quanto ai nerazzurri, ad Udine Stramaccioni ha fatto bingo inventandosi il doppio trequartista ma il successo è arrivato in contropiede e senza ancora convincere sul piano del gioco: non che questo sia importantissimo a quattro giornate dalla fine, molto meglio sottolineare il grande ritorno di Sneijder ed il fatto che la fortuna è amica. Lo scontro diretto dell’ultima giornata contro la Lazio potrebbe segnare l’apoteosi del terzo allenatore stagionale. A patto che tutto questo non serva per illudersi che la Grande Rivoluzione estiva possa essere evitata.

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