Serie A, il punto: Juve e nervosismo, i pericoli del Milan

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Serie A, il punto: Juve e nervosismo, i pericoli del Milan

Sono passati due mesi dallo scontro diretto di San Siro, ed il mondo si è rovesciato. Ed il bello, o il brutto, della situazione è che la “colpa” non è solo dell’ostacolo-Champions: il Milan comincia davvero a tremare di fronte al passo di carica della Juventus ed al suddetto rovesciamento della situazione. Perché se stupì l’eleganza con cui i rossoneri accolsero l’episodio del gol-non gol di Muntari tale scenario stride con le durissime accuse di Allegri e Galliani nel post-Catania soprattutto se rapportate all’oggettiva difficoltà, anche in tv, di capire se quel pallone calciato da Robinho aveva davvero oltrepassato la linea. Insomma oggi come ieri e come sempre è vero che chi si tratta solo di alibi di chi sa di essere in difficoltà: due mesi fa toccava alla Juve, involuta nella serie di pareggi e quasi impotente di fronte allo strapotere di Ibrahimovic, oggi è il Milan ad alzare la voce per provare a mascherare un evidente calo fisico, un incipiente nervosismo dentro e fuori dallo spogliatoio oltre che la paura che la forza dei nervi distesi della Juve possa fare la differenza.

Due punti sono poco o nulla anche di fronte ad un calendario che sembra in discesa: ma più che preoccuparsi il Milan dovrebbe solo recuperare tranquillità.

In generale la 30^ giornata va in archivio all’insegna della sospirata prima vittoria esterna del Palermo, che insieme a Chievo e Cagliari si toglie definitivamente dalla lotta salvezza. Tremano eccome invece Fiorentina e Genoa: dopo il pareggio pieno di errori di settimana scorsa sono ora le due ex aspiranti grandi le squadre nel mirino del Lecce. Peccato che proprio l’altro pareggio della giornata, quello dei salentini contro il Cesena, rischi di segnare il canto del cigno dei salentini, ancora distanti cinque punti dai Viola oltre che zavorrati dallo scandalo scommesse. Cosmi non molla ma la montagna è sempre più ripida: un anno fa al crollo della Sampdoria corrisposero i finali in crescendo di Cesena e dello stesso Lecce, oggi invece il fiato è grosso e la qualità molto scadente.

Ma è stato anche il turno delle follie: come quelle alla base dell’ennesima resurrezione di Inter e Roma che scacciano (solo temporaneamente?) le polemiche rifilando tonificanti manite a Genoa e Novara. I più attenti osservatori noteranno che si sta parlando delle due peggiori difese del campionato, un dato che già di per sé sarebbe sufficiente per sconsigliare facili entusiasmi ad entrambe le tifoserie.

Numeri alla mano il terzo posto è possibile ma un po’ di sano realismo invita a non illudersi: in primo luogo perché anche in un torneo qualitativamente sempre più deludente e che potrebbe garantire il preliminare di Champions addirittura poco oltre i sessanta punti, un pizzico di continuità è sempre necessaria e poi perché anche dopo le sconfitte di Lazio, Udinese e Napoli le avversarie da superare sono ancora le stesse. Comunque sabato prossimo c’è Lazio-Napoli ed almeno una perderà punti: Moratti quindi sogna in una giornata in cui certo non gli è mancato il divertimento.

Ma ho preso Stramaccioni o Zeman” si sarà detto dopo una gara davvero ingiudicabile. Neppure il nuovo tecnico può essere del tutto soddisfatto di una partita del genere da cui in fondo esce trionfatore proprio Ranieri: l’ex allenatore aveva fatto una bandiera la necessità di trovare un equilibrio di squadra, secondo lui impossibile con il tridente. Tutto evidentemente vero visti gli sbandamenti difensivi palesati contro il Genoa. Eppure qualcosa si è visto: si pensi alla rinascita di Forlan e Zarate, schierati nei rispettivi ruoli, ed all’azione quasi tutta di prima del primo gol. Bielsa può attendere: ma questa partita sarebbe piaciuta anche a lui.

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