Serie A, il punto: Juventus, il difficile viene ora COMMENTA  

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Ma è davvero possibile che d’improvviso l’orizzonte della Juve si sia fatto scuro? La domanda è legittima vista la crisi di pessimismo che si è diffusa nell’ambiente bianconero dopo il pareggio contro il Chievo, accentuata dalle frasi fin troppo dure di Marotta (“Non abbiamo giocatori decisivi, dipendiamo solo dal gioco: e siamo calati fisicamente”). Ovviamente la risposta è no, anzi la compattezza della rivoluzione estiva che sembrava aver ricreato il clima giusto per puntare in alto, non necessariamente a breve termine, si vedrà proprio d’ora in poi: nulla è perduto, il primo posto è ancora lì ma pure la terza piazza è pericolosamente vicina. Conte ha fatto molto, non può fare l’impossibile né qualche eventuale sostituzione sbagliata può incrinare la portata del lavoro svolto. Spetta ad ambiente e società capire che il Milan ha molto di più: da Ibra, il suddetto “risolutore”, ad una facilità di gioco logica vista la superiorità tecnica della rosa e la complessiva superiore esperienza.

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Eppure vincendo a Bologna gli orizzonti cambierebbero nuovamente: urge equilibrio, anche in nome di un campionato che, numeri delle ultime giornate alla mano, rischia di vivere lo strappo decisivo prima del previsto. Ciò che non succederà per le lotte al terzo posto e per la salvezza: il derby, pur tra mille attenuanti che vanno concesse ad una squadra che, paradossalmente, ha mostrato più equilibrio in inferiorità numerica, ha tagliato definitivamente fuori la Roma mentre fuori da un pezzo, più nella testa che nella classifica, è l’Inter: i nerazzurri si salvano in extremis contro il Catania ma della serata c’è poco da salvare eccetto i record negativi mancati e l’orgoglio. Non sempre ci sarà di fronte una squadra bella ma impossibile come quella di Montella, che ha sprecato l’impossibile sul 2-0: e contro il Marsiglia servirà tutta un’altra squadra.

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Il fatto del giorno è la quarta vittoria consecutiva del Napoli: a Parma gli azzurri vincono senza meritarlo, fatto alquanto raro per una squadra abituata a trionfare solo quando gioca su ritmi alti, ma giocando così il Chelsea, che potrà contare sul pragmatismo tutto italiano del nuovo allenatore Di Matteo, i rischi si moltiplicheranno. Niente di allarmante, comunque: dopo la lunga rincorsa, e con l’emergenza difensiva, una giornata di flessione agli azzurri andava concessa. E con un Lavezzi goleador nessun traguardo è precluso, in Europa ma pure in Italia dove il terzo posto non è lontano, viste le oggettive difficoltà della Lazio e della sua rosa ridotta all’osso. Quanto alla bagarre in coda, mezzo campionato ringrazia Sculli: la sua doppietta al Lecce, seppur aiutata da tanta fortuna nella seconda marcatura, rallenta infatti la corsa dei salentini che rimbalzano a -3 dal Siena quart’ultimo. In caso di vittoria la squadra di Cosmi avrebbe inguaiato ufficialmente un bel nugolo di squadre ma numeri a parte la corsa è apertissima perché i giallorossi corrono e lottano come poche là in fondo.


Siena e Lecce comunque, pur rivali, hanno raggiunto il primo obiettivo comune: quello di coinvolgere nella lotta più squadre possibili. Oggi infatti Parma e Cagliari guardano al futuro con preoccupazione di fronte ad una quota-salvezza che si impenna e neppure la Fiorentina, brodino contro il Cesena a parte, può stare tranquilla: il recupero di mercoledì tra emiliani e viola sarà importante, va da sé che in molti tifano per il pareggio ma di positivo c’è che in ballo c’è un solo posto.

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Poco da fare infatti sembra essere rimasto a Novara e Cesena, che si giocherà tutto nel recupero contro il Catania: le due Cenerentole lottano ma sono condannate da episodi. Quelli che comunque non basterebbero per rimetterle in corsa a meno dodici e tredici dalla salvezza. Un dato preoccupante a dodici giornate dalla fine.

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