Serie A, il punto: lo sprofondo dell’Inter ed il sorpasso “pesante” del Milan

Calcio

Serie A, il punto: lo sprofondo dell’Inter ed il sorpasso “pesante” del Milan

L’Inter si è sciolta. E’ la terza sconfitta nelle ultime quattro partite di campionato dei nerazzurri, quinta compresa la Coppa Italia, la notizia del giorno di un programma domenicale di Serie A mai così ridotto all’osso. Un tonfo destinato a dilatare crepe già presenti in una squadra che sembra tornata d’improvviso ai bui anni di inizio millennio: ed un tonfo preoccupante, sia per la qualità dell’avversario, un Novara certo volenteroso ma ancora a secco di vittorie esterne, sia per la quasi ineluttabilità con cui i nerazzurri si sono arresi attaccando sì a testa bassa ma creando più mischie che veri pericoli. Così un girone dopo la squadra si ritrova al punto di partenza: all’andata il Novara costò il posto a Gasperini, oggi i piemontesi mettono a nudo i limiti tecnici e motivazionali di un organico cui la cura da cavallo della gestione-Ranieri ha soltanto prolungato l’agonia, illudendo con la poco convincente striscia di sette vittorie consecutive.

Certamente il pareggio non sarebbe stato demeritato, tra una traversa, le parate di Ujkani ed un rigore solare non concesso nel primo tempo, ma al Novara basta fare la propria umile partita di difesa e contropiede per portare a casa un risultato che non fa gridare allo scandalo.

Anzi, dopo il gol di Caracciolo si sono contate più occasioni degli ospiti per raddoppiare che dell’Inter per riequilibrare il risultato. Come dichiarato da Ranieri, è come se la vittoria nel derby invece di far ricominciare la stagione avesse determinato un inconscio rilassamento. Con nove sconfitte già sulle spalle ed ancora quindici partite davanti lo sprofondo potrebbe essere solo all’inizio: mettere in discussione il tecnico sarebbe inutile, molto più serio rimpiangere ciò che non è arrivato dal mercato e soprattutto cogliere i segni di una rosa da rifondare. Alla caccia di piedi buoni, che scarseggiano soprattutto a centrocampo, e nuovi stimoli.

L’altra faccia della medaglia vede un Novara tornato in piena corsa per la salvezza: i maliziosi potrebbero collegare il colpo di coda all’ingente premio-salvezza messo a disposizione dalla società ma è molto più bello sottolineare la storia di Mondonico, che alla terza partita strappa un risultato storico, che gli era mancato perfino ai tempi ruggenti del Torino, e sembra aver già sistemato la difesa.

Il primo passo per una rimonta che riapre il discorso sul fondo visto che il Lecce, seppur aiutato dalla fortuna, resiste a Bergamo ed è in corsa, almeno fino alla decisiva sfida contro il Siena di domenica. Quota salvezza bassa ma i rinvii del Bologna tengono in sospeso ogni giudizio.

Il piatto forte del fine settimana era però arrivato sabato pomeriggio con la rimonta del Milan ad Udine. Un uno-due dai mille significati e che può far parlare di tre sorpassi in uno: da una parte quello più effimero, legato ai due punti in più di una Juventus ancora fermata dalla neve, dall’altra quelli molto più significativi perché capaci di rovesciare la situazione anche sul piano psicologico. Ora infatti la pressione graverà tutta sulle spalle dei bianconeri, capaci finora di volare sulle ali dell’entusiasmo di una cavalcata fin insperata ma che da mercoledì in poi avranno l’obbligo di vincere, con tutte le conseguenze che ne derivano anche sul piano tattico, ovvero squadre avversarie chiuse a riccio ed aggressive, quanto la Juve ha fin qui mostrato di soffrire. E che avversarie visto che affrontare Parma e Bologna in trasferta non si annuncia certo una missione agevole. E poi, non ultimo, ecco il tour de force con sei gare in un mese che annulleranno il vantaggio di non disputare le Coppe. Conte però ha ancora il coltello dalla parte del manico: perché pur non disponendo dei risolutori di Allegri, la sua squadra corre il doppio del Milan ed offre una cifra di gioco nettamente superiore. E la Champions, si sa, logora chi ce l’ha: il Milan visto ad Udine contro l’Arsenal rischia di ricadere in crisi.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche