Serie A, il punto: se la Serie A prende il peggio della Liga

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Serie A, il punto: se la Serie A prende il peggio della Liga

Diciannove punti: è il distacco tra il Milan secondo ed il gruppone delle terze. Un margine decisamente troppo elevato che avvicina pericolosamente la Serie A agli altri campionati europei, Spagna ed Inghilterra in particolare, di cui però prendiamo sempre il peggio. Perché se in Premier il terzo posto si attesta attualmente a quota 66 punti, ben undici lunghezze in più, nella Liga il Valencia terza forza ha sì addirittura 29 punti in meno del Barcellona ma a quelle latitudini sì che le due regine sono davvero inavvicinabili, economicamente e non solo, al netto delle delusioni europee.

In Italia invece il livello si sta pericolosamente abbassando ed è per questo che chiunque arriverà terzo potrà si gioire per l’opportunità di giocarsi l’accesso alla Champions salvo riflettere lungamente su ciò che non è andato in stagione perché tutte le contendenti, Udinese a parte, sono andate abbondantemente sotto le aspettative. Ulteriore conferma di quanto detto sono le vittorie troppo facili di Juventus e Milan: d’accordo che Novara e Siena avevano ormai poco da dire ma bianconeri e rossoneri hanno vinto quasi per inerzia, rallentando anzi quando necessario e sbagliando tanti gol quanti ne sono stati realizzati.

E siccome non è ancora il caso di pensare che le due prime della classe siano già top-team andrebbe ripensata tutta la seconda fascia dell’attuale Serie A: si arriva troppo facilmente in prima serie visto l’abbassamento del livello della Serie B, e ci si salva troppo facilmente in un torneo a venti.

Comunque, in attesa che partano le giuste celebrazioni verso la Juventus, i cui tifosi dovranno pazientare almeno fino a domenica prossima, non ci resta che concentrarci sulla suddetta lotta per il terzo posto. Un vero rompicapo tra numeri ed incroci: apparentemente la favorita è il Napoli in virtù di avulsa e calendario ma non tutto è così scontato. Per gli stessi motivi, paradossalmente, le squadre più penalizzate sembrano essere la stessa Udinese, in vantaggio solo con la Lazio negli scontri diretti, e l’Inter, attesa dal Milan. Discorso a parte per la Lazio: testa e gambe sembrano non esserci più ma la spunterebbe in caso di arrivo a pari punti con il Napoli e c’è ancora la sfida interna contro l’Inter.

La testa e le gambe sembrano aver abbandonato anche il Lecce: il ko interno contro il Parma è la logica conseguenza di venti giorni in frenata sul piano fisico, come inevitabile che sia dopo una lunga rincorsa. Il risultato degli emiliani è doppiamente importante non solo perché dà respiro al Genoa, che ha tremato dopo il ko nel lunch match, ma perché conferma come la tendenza, in un clima di forti sospetti, sia quella di non regalare nulla, abbassando inoltre la quota-salvezza. Sono rimaste in tre ma mercoledì il Lecce sarà di scena a Torino: una missione più che disperata.

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