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Serie A: la domenica dei rimpianti

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Serie A: la domenica dei rimpianti

La Domenica del Villaggio. A tanta attesa per il ritorno della Serie A con la cara e vecchia contemporaneità non ha corrisposto l’auspicato carico di gol ed emozioni: ben quattro gli 0-0 ed appena quindici le reti segnate in otto partite, poco più del doppio di quante sono state segnate nel lunch match in cui il Genoa conferma di essere una delle squadre più divertenti ma anche masochistiche della Serie A prima dilagando e poi facendosi quasi raggiungere dalla Lazio. Ma il ko dei biancocelesti è stato un fosco presagio di un’altra giornata nera per le grandi, sulla falsariga di quanto successo mercoledì: ma se nell’infrasettimanale la vittoria dell’Udinese e della stessa Lazio avevano salvato la serata, quest’oggi non vince nessuna delle prime quattro e ciascuna può dire di aver perso un’occasione. A partire dalla Juventus che non riesce a sbriciolare il muro difensivo del Siena e non sfrutta il pareggio del Milan, bloccato sullo 0-0 da un Napoli che si conferma di acciaio contro le grandi.

Evidentemente i partenopei hanno rovesciato il difetto delle precedenti stagioni quando la squadra non riusciva a fare il salto di qualità nei match di cartello, anche se paradossalmente gli azzurri sono calati di tono dopo la superiorità numerica per l’espulsione di Ibrahimovic.

Il colpo proibito dello svedese ad Aronica non solo riapre i vecchi limiti caratteriali del leader rossonero, che non riesce proprio a tenere i nervi saldi quando le cose non vanno, ma mette nei guai Allegri in vista anche di Milan-Juve in programma tra tre partite: regolamento alla mano infatti Zlatan rischia proprio tre turni di stop. Cosa succederà? Bisogna prepararsi al solito clichè di squalifiche e ricorsi? Forse, ma intanto Allegri rimpiange il mancato arrivo di Tevez e constata la seconda partita consecutiva senza reti all’attivo da parte di una squadra sempre troppo lenta e prevedibile e svegliatasi solo nella ripresa. A fare rumore è però il crollo dell’Inter che a Roma non scende di fatto in campo: la squadra di Ranieri (che brutto ritorno a casa!) cede di schianto fin dal primo minuto lasciando fare il proprio gioco ad una Roma sì in gran forma ma che, se libera di giocare, può fare sfracelli.

Senza Sneijder la luce non si accende ma i problemi dei nerazzurri (dieci gol presi nelle ultime quattro partite tra campionato e Coppa Italia) sono più profondi e non potranno risolversi neppure con il ritorno di Guarin.

E mentre sul fondo non cambia nulla vista l’occasione persa dal Lecce contro il Bologna, i giallorossi, che devono ancora recuperare l’ultimo quarto di gara a Catania, provano così a rilanciarsi addirittura per la corsa al terzo posto visto il passo lento dell’Udinese, alla seconda sconfitta esterna in otto giorni: il rallentamento della squadra di Guidolin è fisico ma anche psicologico e tiene in corsa perfino l’Inter. Davanti invece è sempre corsa a due: ma di corsa in quest’ultima settimana c’è stato davvero poco.

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