Serie A: mercoledì nero per le grandi. Eccetto la Juve COMMENTA  

Serie A: mercoledì nero per le grandi. Eccetto la Juve COMMENTA  

Più forte del maltempo, delle polemiche e di una collocazione forse infelice la seconda di ritorno della Serie A si regala una serata da pazzi: diciannove gol in cinque partite, un solo 0-0 ed un mercoledì stregato per le grandi. Eccetto una, la Juventus che vince senza giocare: Marotta e Conte leniscono così la rabbia (eccessiva) per il rinvio ed il burrascoso ritorno a casa da Parma constatando che forse è proprio l’anno buono per i bianconeri, sempre a +1 ma con una partita in meno. Il Milan infatti proprio non riesce ad agguantare il primo posto, crollando nella serata apparentemente ideale: di fronte ad un avversario dilaniato da assenze e polemiche il Diavolo forse osa troppo e finisce per essere divorato dalla Lazio formichina che si rilancia ai piani alti ma soprattutto fa il pieno di autostima anche senza Klose.


Difficile pensare che questa serata possa essere paradigmatica perché con un attacco così ridotto all’osso verranno anche i momenti bui per i biancocelesti ma intanto la magia del calcio regala una vittoria meritata ad una squadra con un solo attaccante tra campo e panchina contro quella che schierava un inedito tridente. Facile pensare che Allegri torni al più presto sui suoi passi, rinunciando ad uno schieramento che alla lunga ha sbilanciato la squadra ma intanto questi punti non torneranno e davanti, se non segnano Ibra e Nocerino, la luce non si accende. Come non torneranno quelli che l’Inter ha perso, ammesso che non ne abbia guadagnato uno: Milito e Miccoli fanno sette gol in due ma alla fine non esulta nessuno. La prima del post-Motta regala a Ranieri tanti gol ed altrettante ingenuità ma sulla pista da pattinaggio del Meazza tutti i giudizi tecnici sono rinviati: non quelli di classifica, però, perché davanti ri-scappano tanto la Lazio quanto l’Udinese, che piega a fatica l’Udinese mandando a segno anche il neo-acquisto Pazienza, e torna a +5 sui nerazzurri.


La serata regala amarezze anche a Mazzarri e Luis Enrique: le loro squadre, tra furiose e parzialmente legittime recriminazioni arbitrali, si staccano sempre più dalla zona Europa pur al termine di partite quasi dominate, soprattutto nei secondi tempi, ma sarebbe un errore incolpare solo gli arbitri di fronte alle difficoltà di crescita di un progetto forse troppo ambizioso (Roma) e di una squadra logora in tutti i sensi (Napoli). Ingiudicabile il fondo classifica dove tra rinvii e posticipo tra le ultime sei giocano solo il Lecce, il Cesena ed il Novara.

Neppure Mondonico sveglia i piemontesi, vittima di un’inevitabile crisi di rigetto dopo i tanti innesti sul mercato ma ora in ritardo anche dalle penultime.

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Stessa situazione del Cesena che in attesa di sfruttare l’oro proveniente dal mercato strappa a Napoli un punto utile ma che dovrà essere seguito da altri risultati positivi.

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