Serie A: Milan sul velluto a Cesena (3-1) grazie ai “nuovi” bomber

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Serie A: Milan sul velluto a Cesena (3-1) grazie ai “nuovi” bomber

Aggirati senza inforcare i paletti chiamati Catania e Cesena, Juventus e Milan scollinano con discreta serenità verso la super-sfida di sabato sera cui entrambe le squadre potranno avvicinarsi dopo una settimana di proficui allenamenti. Stesso risultato, 3-1, ma modalità differenti: perché se la Juve ha dovuto rimontare un Catania che aveva cominciato con ritmi indiavolati, per i rossoneri al Manuzzi si è trattato di poco più di un allenamento, da cui Allegri ha potuto trarre indicazioni confortanti quanto alla ritrovata tenuta di squadra oltre a goleador improvvisati come Muntari, all’esordio assoluto e ulteriore spina nel cuore dell’Inter dilaniata, ed Emanuelson. Reti utili anche a contenere l’emergenza-infortuni, in attesa di capire che ne sarà della squalifica di Ibrahimovic, tornata a farsi preoccupante dopo il nuovo stop di Boateng: ma certo non si può pensare che l’assenza dell’incursore tedesco-ghanese non pesi contro la Juve che sarà ovviamente di un’altra pasta rispetto all’arrendevole Cesena tornato a disputare una partita in casa tre settimane dopo l’ultima volta.

Forse condizionato mentalmente dalla sconfitta del Siena a Lecce, la squadra di Arrigoni è scesa in campo in maniera troppo rinunciataria, pensando di potersi accontentare di un pareggio, nel guardingo 5-3-2 di Arrigoni che, concedendo preziosi metri di campo alla manovra milanista, ha isolato eccessivamente la coppia Iaquinta-Mutu. Così i primi minuti sono stati un autentico tiro al bersaglio verso Antonioli da parte di un Milan concentrato al punto giusto: lo stesso Muntari, sempre nel vivo dell’azione e letale negli inserimenti, sfiora il palo sotto misura ma è Ambrosini a fallire un’occasione propizia calciando addosso al portiere romagnolo da centro area dopo una pregevole combinazione di prima Muntari-Emanuelson. Passato il pericolo il Cesena prova a mettere fuori il muso e sembra potersi organizzare meglio anche in difesa ma a cavallo della mezz’ora esce di fatto dal match: prima è proprio Muntari a raccogliere una goffa respinta di Antonioli su una non irresistibile punizione di Thiago Silva poi è Emanuelson a trafiggere il portiere con un destro chirurgico sul palo lungo. Tutto in due minuti, tutto troppo facile.

Così il secondo tempo si trasforma in un proficuo allenamento, ma il Milan finisce per distrarsi troppo dopo il tris firmato Robinho che al 9’ riceve dal solito Muntari e supera Antonioli in diagonale per poi correre a festeggiare il trentacinquesimo compleanno di Zambrotta. Il finale è quindi tutto del Cesena che tira fuori l’orgoglio, scosso dai fischi del pubblico: prima Pudil firma il punto della bandiera poi l’indomabile Iaquinta fa tremare Abbiati su punizione per poi impegnarlo con una girata in area che avrebbe potuto riaprire la partita. La scossa al Milan la dà El Shaarawy che sfiora il poker in contropiede. L’ultimo atto della partita è l’ingresso di Inzaghi al 91’: un’umiliazione di cui tutti, tifosi compresi, avrebbero fatto a meno.

Cesena-Milan 1-3

Marcatori: 29’ Muntari; 31’ Emanuelson; 54’ Robinho; 65’ Pudil

Cesena: Antonioli; Benalouane, Rodriguez, Rossi; Comotto, Santana (82’ J. Martinez), Colucci (71’ Guana), Parolo, Pudil; Iaquinta, Mutu. (Ravaglia, Ceccarelli, Del Nero, Martinho, Malonga). All.: D. Arrigoni.

Milan: Abbiati; Abate, Bonera, Thiago Silva, Mesbah; Nocerino, Ambrosini (51’ Van Bommel), Muntari; Emanuelson; Lopez (90’ Inzaghi), Robinho (76’ El Shaarawy). (Amelia, Antonini, Yepes, Zambrotta). All.: M. Allegri.

Arbitro: Valeri (Roma)

Ammoniti: Benalouane, Muntari, Mutu e Colucci.

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