Serie A: Napoli-Milan 3-1 - Notizie.it

Serie A: Napoli-Milan 3-1

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Serie A: Napoli-Milan 3-1

Ed ora che pure il “complesso” delle grandi è un pallido ricordo, chi fermerà questo Napoli? Dopo aver trascorso l’estate a rimpiangere l’assenza di killer instinct nelle partite dello scorso anno contro le prime della classe, gli azzurri si affacciano alla nuova stagione con una doppietta che terrorizza la concorrenza: 1-1 a Manchester e 3-1 al Milan nel posticipo della 3° che spedisce in vetta la squadra di Mazzarri. E che si sia di fronte ad un qualcosa di potenzialmente grande lo dimostra la strana compostezza del San Paolo, che impazzisce di gioia per la tripletta del Matador Cavani ma senza gli “eccessi” di un tempo, come se la grande prestazione in Champions e la consapevolezza di avere una grande squadra, ora anche completa nelle alternative, possa far diluire nel tempo la soddisfazione per una singola serata.

Altro che scorie del post Champions: ricordate l’intemerata di De Laurentiis ai calendari dopo che il sorteggio aveva posto la gara col Milan subito dopo l’impegno di Coppa? Allora il presidente forse non poteva immaginare la forza della sua squadra, ma a conti fatti dovevano essere i rossoneri a preoccuparsi maggiormente.

Perché in una notte sono riemersi i vecchi difetti del Diavolo: lento, sfilacciato, prevedibile e letteralmente travolto dalle accelerazioni di Lavezzi e compagni. Troppo Napoli per una linea mediana milanista troppo compassata: uno sterile possesso palla nel primo tempo, con l’illusorio vantaggio di Aquilani su assist pennellato da Cassano, ma poi la nave di Allegri è crollata ai primi soffi di bufera. Le assenze rappresentano certamente un alibi importante, perché senza l’imprevedibilità di Boateng e senza la fisicità di Ibra le frecce all’arco di Allegri rimangono troppo poche per evitare una manovra stantia e senza sbocchi.

Ma i problemi sono anche altri perché sette gol presi in tre partite, seppur contro avversari di primo piano, sono un grave campanello d’allarme per una squadra che in tutto lo scorso girone di ritorno aveva incassato appena otto reti. La condizione fisica è sicuramente deficitaria, le assenze pesanti ma la sensazione è che gli avversari abbiano cominciato a capire come affrontare questo Milan.

Così Mazzarri può fare scuola: primo tempo d’attesa senza neppure esercitare un gran pressing, poi ripartenze fulminee sfruttando il maggior dinamismo del centrocampo. Certo il Napoli è stato aiutato anche da un pizzico di fortuna, perché trovare il pareggio due minuti dopo lo svantaggio, con un gran destro al volo di Cavani sugli sviluppi di una punizione, e l’errore di Aquilani subito dopo il 2-1, hanno aiutato non poco nello sviluppo della gara, così come il rigore non concesso al Milan per chiaro fallo di mano di Cannavaro. Gara che di fatto si decide al 35’, quando Gargano ruba palla nella propria trequarti e si fa cinquanta metri di campo totalmente indisturbato, per poi girare verso Cavani che ancora di destro al volo fa secco Abbiati. Il tris ad inizio ripresa, sempre al volo ma questa volta di sinistro: repertorio completo per l’uruguaiano, già capocannoniere con Giovinco. Così il Napoli può pure permettersi di gestire senza soffrire l’ultima mezz’ora: i latrati del Milan ferito ed incerottato non spaventano il San Paolo.

Che ora pregusta altre feste…

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