Serie A: numeri e curiosità della 25° giornata

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Serie A: numeri e curiosità della 25° giornata

Dottor gol. Una laurea in economia e commercio, una (bella) moglie salernitana, Rossella, ed una carriera infarcita di gol, con tante maglie diverse. Ed avendone già cambiate molte, Erjon Bogdani ha deciso di ricominciare “il giro”: dopo gli spiccioli mercoledì scorso contro il Catania, l’attaccante albanese ha bagnato col gol il nuovo debutto con la maglia della Robur, una squadra che aveva speso quasi due milioni per prelevarlo dal Verona nell’estate 2005 e nella quale ha fissato nel 2008 il proprio primato personale di reti in una stagione di A, undici, nel 2005-2006. Il totale aggiornato dei gol di Bogdani nel Siena è quattordici in cinquantuno presenze, un’ottima media visto anche il ridotto minutaggio. In tutto in Serie A il centravanti ha disputato 212 partite con 36 reti con ben cinque maglie diverse: quattro con la Reggina, maglia con cui realizzò il primo gol in A (9 aprile 2009, 1-0 al Venezia), otto con Chievo e Cesena (ed in Romagna arrivò l’ultima rete della collezione prima di ieri, il 22 maggio a Genova) e due con il Livorno.

A questi vanno aggiunti i 32 gol realizzati in B in 106 presenze valsi anche una promozione in A con la Reggina nel 2002. Fu, quella, l’unica “vittoria” di Bogdani nella sua carriera italiana oltre a tante salvezze, ben sei. Al Franchi si accontenterebbero della settima meraviglia.

La gioia del settimo anno. Per un presidente che ha impostato i suoi affari sulle compagnie aeree low cost, non è male esaltarsi con un Aeropolanino. Scherzi a parte, il Massimino si coccola Montella ed una squadra che punta a battere i propri record in Serie A. In attesa di ritoccare il primato dei sei campionati consecutivi nella massima serie (ma il settimo sembra ormai in cassaforte…), e di capire se sarà possibile migliorare l’ottavo posto delle stagioni 1960-’61, 1963-’64 e 1964-‘65 che rappresenta il punto più alto della storia rossazzurra in Serie A, i trentatre punti dopo 25 giornate rappresentano già un primato: mai infatti il Catania ne aveva ottenuti tanti nei suoi quattordici tornei di A fin qui disputati.

Spulciando nella storia recente, è curioso sottolineare come il primato precedente apparteneva alla stagione 2006-’07, quella dello storico ritorno tra i grandi ma pure quella tragedia-Raciti. Eppure dopo ventiquattro partite la squadra di Pasquale Marino era addirittura al quinto posto con trentuno punti, senza considerare la partita in più disputata, proprio quel maledetto derby. Ma poi, tra l’inevitabile contraccolpo ed il lungo esilio in campo neutro, la squadra crollò salvandosi solo all’ultima giornata nella sfida-spareggio a Bologna contro il Chievo. Cifre nettamente inferiori per tutti gli altri campionati: dai 23 punti dello scorso anno, stessa cifra del 2007-2008, ai 24 del 2010 fino ai 27 del 2009. Il prossimo assalto è al record storico di punti: i quarantacinque della gestione Mihajlovic 2009. Quando la salvezza arrivò solo alla penultima giornata: ricordi lontani…

Marchese si nasce. Un gol così lo si può solo sognare e, una volta realizzato, chiamare casa in tutta fretta per programmare my sky o il dvd per poterlo immortalare per sempre.

Perché d’accordo raccontarlo ai nipotini ma i bambini d’oggi, e di domani, sono molto più sgamati di un tempo. E potrebbero pure non credere, se non documentata, ad una simile prodezza, soprattutto se, nella carriera di nonno, o di zio, non c’erano stati “segnali” precedenti. Giovanni Marchese da Caltanissetta, ma torinese d’adozione, classe ’84, ha vissuto domenica pomeriggio il giorno più bello della sua carriera: minuto 47, angolo di Almiron, il nostro si coordina e lascia partire un sinistro al volo che s’insacca nell’angolino alto. Il tutto con la fascia di capitano al braccio. Un posto sul podio nella classifica dei gol più bello dell’anno sembra assicurato ma in realtà c’è poco di casuale: perché Marchese è sempre stato un ottimo giocatore, sia in fase di spinta che dietro, peccato che in pochi gli avessero mai dato fiducia. Cresciuto nel Torino, in granata ha disputato solo sette partite in B nel 2004: l’esordio in A arrivò a 22 anni, con la maglia del Chievo, nel settembre 2006, quando era già stato acquistato dal Catania.

Ma in Sicilia non ha mai trovato spazio da titolare (appena sedici le partite, molte delle quali spezzoni, negli ultimi due anni) fino a quest’anno quando il calcio propositivo di Montella gli ha dato la possibilità di esprimersi. Quanto ai gol, beh quelli non sono mai stato il suo forte. Su 140 partite da professionista tra A e B prima di quest’anno aveva segnato solo il 25 maggio 2008 in Bari-Avellino 1-0: poi la prodezza contro il Novara preceduta dal primo gol in A, quello del 29 ottobre contro il Napoli. Che però non fu così bello…

Che Tanque. Nella storia della Dea Germain Denis c’era già entrato in autunno segnando per cinque partite consecutive, eguagliando il primato detenuto da un certo Beppe Savoldi. Ma contro la Roma El Tanque si è abbondantemente rifatto dell’oblio invernale: prima tripletta in Serie A e bottino di reti complessivo nella massima serie che sale a trentadue in 112 partite, molte delle quali da subentrante.

Solo quest’anno i gol realizzati da Denis sono quindici: in attesa di scalare altre posizioni nella classifica dei bomber atalantini, i tifosi festeggiano un bomber che mancava dai tempi di Pippo Inzaghi. Quei 24 centri della stagione 1996-’97 non sarà facile per Denis che però è ormai ad un passo dal diventare il secondo giocatore nella storia del club ad aver segnato più reti in una stagione di A. Difficile infatti pensare che i 16 gol di Doni nel 2003 non venga ritoccata. Curioso sottolineare la distribuzione delle reti: è vero infatti che Denis è rimasto a digiuno per due mesi prima di trovare le praterie della difesa romanista ma pure Inzaghi ebbe il suo momento di appannamento, proprio verso la fine della stagione. Dopo venticinque partite, infatti (allora le giornate erano 34), Super Pippo aveva già realizzato diciotto gol, salvo poi chiudere lievemente sottomedia nell’ultimo mese e mezzo. Per questo Denis può sperare…

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