Serie A: numeri e curiosità della 19° giornata

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Serie A: numeri e curiosità della 19° giornata

Dalle stelle… Una settimana dopo la tonificante vittoria contro il Novara il Cesena ripiomba nell’incubo. Per carità una sconfitta a Roma non è un dramma ma le modalità lasciano molti dubbi sulla tenuta psicologica di un gruppo che ha peccato ancora una volta di presunzione andando sotto dopo un minuto come successo ad Udine. Ritoccati i record negativi delle precedenti undici apparizioni in Serie A dei romagnoli: mai infatti il Cesena aveva subito tre reti nei primi otto minuti mentre per trovare l’ultima volta in cui i bianconeri avevano incassato cinque reti nella massima serie occorre andare indietro di ventuno anni, all’1-5 subito al Manuzzi contro l’Inter il 9 dicembre ’90. Ancora più antica l’ultima goleada subita in campo esterno vecchia addirittura degli anni ’80: il 7 maggio ’89 l’Atalanta si impose per 5-1 (unico gol bianconero di Pasquale Traini) nella terz’ultima giornata di un campionato che vide comunque i romagnoli capaci di ottenere la salvezza con 90’ d’anticipo.

Più inquietante il fatto che i prossimi avversari della squadra di Arrigoni saranno proprio i neroblu

(Ex) prodigio. Ha fatto di tutto per evitare la capitolazione della sua squadra, parando un rigore ad un certo Cavani e salvando pure il pareggio a tempo scaduto. Si è arreso solo, e senza colpe, ad un colpo di testa di Goran Pandev ma chissà che il pomeriggio vissuto contro il Napoli non sia quello della rinascita per Gianluca Pegolo. Il portiere veronese, classe ’81, è un ex baby prodigio dei pali, fin dal giorno del suo debutto in Serie A datato 25 novembre 2001 a soli vent’anni che sembrava contenere le stimmate del predestinato. Anche quel giorno, infatti, Pegolo, che subentrò ad inizio ripresa all’infortunato Ferron, parò un rigore al torinista Ferrante (uno quasi infallibile dal dischetto), salvo poi crollare sotto i colpi dei granata che s’imposero 5-1 segnando tutti i gol nel secondo tempo.

Da quel giorno però del percorso da predestinato di Pegolo si sono man mano perse le tracce: dopo quattro campionati da titolare in maglia gialloblù infatti il salto non è mai arrivato al punto che nelle tre stagioni precedenti a quella di quest’anno il portiere aveva disputato appena nove partite di campionato tra Parma e Roma. Second life in arrivo?

Inzaghino. Seconda doppietta in Serie A per Alberto Paloschi che sale a quota quattro in campionato festeggiando al meglio la cinquantesima presenza nel massimo campionato ed eguagliando già alla fine del girone d’andata il proprio record personale raggiunto con il Parma nella stagione 2009-2010. Con quelle realizzate a Lecce il bottino di reti in A del bomber bresciano sale a dodici: una media niente male considerando il poco spazio finora trovato tanto a Parma che a Genoa ed a Verona ma soprattutto dopo i tanti infortuni che hanno costellato la giovane carriera dell’attaccante unanimemente considerato un predestinato dopo il famoso esordio con gol in Milan-Siena pochi minuti dopo l’ingresso in campo all’età di 18 anni, un mese e sei giorni nonchè ritenuto il degno erede di Pippo Inzaghi, e di gol di rapina del Via del Mare lo confermano. La precedente marcatura doppia risaliva a poco meno di un anno fa: 20 febbraio 2011, nella “leggendaria” partita che il Genoa seppe rimettere in piedi passando dallo 0-3 al 4-3 contro la Roma e determinando le dimissioni di Ranieri dalla panchina giallorossa. Il prossimo record da ritoccare sarà quello delle giornate consecutive a segno, due nei primi due turni del campionato 2009-’10. Lazio e Novara, le prossime avversarie del Chievo, sono avvertite…

Banda del buco. La classifica non è (ancora) preoccupante, ma per non rischiare sarà meglio ritoccare quello che non va dietro. Le attenuanti dei tanti infortuni sono un alibi di ferro ma la difesa del Genoa sta ritoccando record negativi imbarazzanti con cifre lontane anche rispetto agli anni delle retrocessioni in B. Quattordici gol incassati nelle ultime quattro partite, e con due allenatori diversi per un totale di trentaquattro reti al passivo nel girone di andata: un dato che non trova precedenti nella storia recente del Grifone neppure nella stagione dell’ultima retrocessione (ventisei gol subiti ma in diciassette partite) e nel campionato 2009-2010, l’ultimo completo con Gianpiero Gasperini in panchina. Nonostante goleade al passivo (come il 5-2 contro il Milan o lo 0-5 contro l’Inter) i gol subiti al termine del girone d’andata erano stati “solo” trentatre. E pensare che nel campionato precedente, quello dello storico quinto posto, i gol totali al passivo furono appena trentanove…

Mai dire casa. Il Lecce ha rimediato contro il Chievo un punto forse inutile per la propria asfittica classifica ma il 2-2 in rimonta contro i veronesi serve almeno per tamponare un andamento interno finora da brividi. Zero vittorie ed appena due pareggi nelle prime nove gare interne della stagione: un rendimento storico, ma al contrario, che spedisce il gruppo di Di Francesco prima e Cosmi poi nel libro nero della storia giallorossa. Mai infatti il Via del Mare aveva salutato in Serie A un girone di andata senza almeno una gioia: gli unici due campionati dall’andamento “paragonabile” sono quelli del 1985-’86, il primo della storia giallorossa in Serie A, e quello “terribile” datato 1993-’94, il peggiore di ogni tempo per il Lecce Calcio. Entrambe le volte però si è registrata una vittoria interna al termine del girone d’andata, a fronte rispettivamente di tre e cinque sconfitte: lo storico 2-0 dell’Udinese il 3 novembre ’86 ed il 5-1 all’Atalanta del 31 ottobre ’93.

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